martedì 19 novembre 2019

Atelier di Claudia Chianese e Falconeri insieme per un progetto inedito

Ogni incontro con Claudia Chianese è sempre qualcosa di raffinato, sorprendente, bello, fuori dal comune e dal quotidiano. Così è stato anche l'ultimo evento, di sabato scorso, organizzato da lei in collaborazione con il famoso fashion brand Falconeri e lo store Falconeri in via Frattina: la sfilata di alcuni capi della collezione Falconeri autunno-inverno 2019 abbinati ai gioielli di Claudia Chianese, svoltasi nell'Atelier di Claudia Chianese in via Palermo. Ci siamo incontrate con Claudia in occasione di questo evento per parlare di questo ed altri suoi progetti. 


Claudia, come è nata questa collaborazione con Falconeri?
Questo brand utilizza solo filati naturali, lavorano con il cashmere e con la seta, e hanno questa vocazione di essere vicini alla natura. Infatti, la loro ultima campagna pubblicitaria è stata girata in Islanda, proprio per sottolineare il loro legame con la natura che per me è molto familiare. Anche io utilizzo i materiali naturali, i rametti di legno, ossidiane, pietre, cristalli, tutto ciò che è ispirato e legato alla natura. E quindi partendo da questa vocazione comune abbiamo deciso di collaborare, di fare questo evento insieme.








Falconeri mi piace perché i loro capi hanno delle linee molto pulite, essenziali, in tinte unite. E si abbinano perfettamente con i miei gioielli che sono molto materici e quindi hanno bisogno di qualcosa di raffinato, ma nello stesso tempo pulito e semplice, perché altrimenti diventa troppo. Abbiamo scelto sette outfit della collezione autunno-inverno 2019 che sono stati abbinati ad alcuni dei miei gioielli.

Tra l’altro il mio è un atelier d’arte che si presta bene a questo tipo di eventi. Infatti “atelier” è una parola legata sia all’arte che alla moda. Io ho chiamato il mio spazio atelier proprio per riprendere il vecchio concetto dell’atelier d’artista quando non esistevano nemmeno le gallerie e quindi l’artista nel proprio atelier lavorava, esponeva, ma anche incontrava i clienti e le persone per parlare della propria ricerca creativa, per portare dei temi che gli erano cari.

Dopo la sfilata questa collezione di gioielli è disponibile nello store Falconeri in via Frattina, 37 dal 17 al 30 novembre.

Parliamo un po’ dei tuoi gioielli.
I miei gioielli sono fatti di bronzo rosa a cera persa, quindi ogni pezzo è unico. Utilizzo i frammenti di legno, i materiali di riciclo che altrimenti verrebbero buttati e che invece io incastono come se fossero pietre preziose. Uso spesso i quarzi perché per me rappresentano la luce che ognuno di noi ha dentro. Uso anche le pietre e le perle.




I prezzi oscillano dai 100 ai 1000 euro. Utilizzo materiali “poveri” tra virgolette, quindi non c’è un valore intrinseco, ma c’è un valore creativo, artistico. 

Fai anche dei gioielli su ordinazione?
Sì, a me piace molto lavorare con le persone. Mi piace vedere quando tra la persona e un mio gioiello scatta la sintonia, un incontro vero e proprio. Perché i legni e le pietre sono vivi, raccontano delle storie, portano dentro di se un patrimonio, come ognuno di noi. E poi continuano ad evolversi, a volte cambiano e si modificano. Come, ad esempio, le pietre che cambiano il colore a contatto con chi li indossa. Non è magia, è lo scambio di energia, perché in realtà noi siamo la parte della natura, siamo proprio fatti della stessa materia.

Prima hai nominato l'Islanda, scelta da Falconeri per la loro campagna pubblicitaria. Invece il tuo luogo del cuore?
Se vogliamo parlare di un luogo che mi ha ispirato tantissimo è la Pantelleria. É un posto a cui sono molto legata. La prima volta ci sono stata quando avevo 17 anni e poi sono ritornata dopo tanti anni, quando già lavoravo in pubblicità a ritmi molto veloci, e Pantelleria mi ha dato il contatto con me stessa. Lì non puoi non vedere il collegamento con quello che ti circonda, con la natura nel senso più profondo. É un posto che obbliga a vedere le cose per quelle che sono, lì vai dritto al nucleo, all’essenza di esse.

La mostra allestita nel mio atelier in questo momento, “Ogni donna è un’isola”, in corso fino al 25 dicembre 2019, di fotografie e gioielli, è stata realizzata proprio lì, a Pantelleria, dopo l’incendio di 3 anni fa. Devo dire che è un lavoro a cui sono molto legata, perché è stato molto emozionante andare sulla Montagna Grande dopo l’incendio. Prima era un posto pieno di pini, di alberi, di vegetazione, così verde, così rigoglioso, un vero polmone per un’isola così arida. E vedere poi tutto diventare nero, bruciato, è stato come visitare un campo di battaglia.



Ma come ci sono alcune varietà di piante che hanno bisogno dell'azzeramento da fuoco per poter rinascere, così accade anche a noi. Nei momenti anche più dolorosi, più difficili c’è sempre il potenziale per poter crescere, per poter arricchire il nostro patrimonio interiore per diventare persone più forti, più evolute. Il fuoco spesso è il passaggio metaforico da una fase all’altra. Ci sono delle difficoltà che ci obbligano ad eliminare tutto quello che è superfluo, che va lasciato nel passato, e purificano e permettono al nuovo di crescere, di rigenerarsi e di andare avanti nella vita. Il messaggio di questa mostra è questo.

Ho abbinato anche dei gioielli a questo lavoro fotografico, che sono stati ispirati alle forme presenti nelle foto. Utilizzando ossidiane nere e azzurre di Pantelleria, volevo proprio dire che le ferite possano trasformarsi in gioielli, in qualcosa di prezioso. Non bisogna mai vedere le cose negative in modo negativo, ma vederle sempre in chiave di trasformazione. Mai negare qualcosa anche se è spiacevole o diverso da quello che avremmo voluto. In realtà se lo osserviamo con attenzione, se lo elaboriamo nel modo opportuno, ci permette di trasformare il metallo in oro. É questo che dobbiamo fare durante il nostro percorso di vita. Così come succede nella natura, succede anche nelle nostre vite.




Come sempre, quando parlo con te, mi torna la piacevole sensazione di pace e di positività, che riesci a trasmettere. A proposito, continui i tuoi progetti di meditazione e yoga?
Apro regolarmente il mio spazio per le sessioni di meditazione e creatività. C’è stato un bellissimo percorso di pittura intuitiva, attraverso il colore e la meditazione, ci sono state delle cene legate alle stagioni, un percorso gastronomico, ma legato alla simbologia di quello che veniva offerto nel piatto, con l’idea di mangiare in un’altra maniera, con una qualità interiore diversa, prestando attenzione alle minime sfumature del gusto, del colore, insomma con un’altro approccio. Mangiare non solo per soddisfare il palato, ma anche come il nutrimento dell’anima, che passa attraverso tutti i sensi e va ad un livello più profondo.

A proposito di cucina. Nel 2016 avevi pubblicato il tuo libro “Sunlight. Memorie di famiglia vegetariane. Dolci e salate” che raccontava la tua storia ma anche parlava di cucina. Ora stai lavorando su qualcosa di nuovo?
Sì, sto lavorando sul quaderno d’artista, il tema è la botanica, il giardino inteso come il giardino del cuore. Ma ne parleremo più avanti, ora non posso sbilanciarmi di più.


Fotografie – Antonio De Paolis

Atelier di Claudia Chianese
via Palermo, 47
www.claudiachianese.it
+39 3383626565 
apertura su appuntamento

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