mercoledì 9 ottobre 2019

La mostra "Sergio Monari - Rifrazioni dell'Antico" al Casino Nobile di Villa Torlonia

Per me esistono due chiavi di lettura dell'arte contemporanea. La prima è il confronto, il dialogo con l'artista, l'interpretazione delle sue opere attraverso i comunicati stampa, i testi critici, le recensioni. La seconda è puramente istintiva, che segue esclusivamente le emozioni e reazioni che mi creano le opere esposte. Anzi, direi che il punto fondamentale è proprio la nascita di emozioni, di reazioni, di domande, di risposte, di pensieri provocate dalle opere. Se succede, se nascono, vuol dire che l'opera ha trovato la breccia.

Di solito preferisco il secondo metodo, è più vicino alla mia natura, al mio modo di vivere l'arte. Non voglio sapere in anticipo che cosa mi riserva la mostra, quale idea ha avuto l'artista, il significato di ogni particolare dell'opera.

Ma in occasione dell'anteprima della mostra Sergio Monari - Rifrazioni dell'Antico al Casino Nobile di Villa Torlonia ho avuto la possibilità di visitarla accompagnata dal curatore Niccolò Lucarelli. Ed è stato davvero illuminante! Ha arricchito la visita, ha permesso di vedere l'esposizione ed ogni opera sotto un altro angolo.



L'esposizione include 18 sculture ispirate a temi e personaggi della mitologia greco-romana, in cerca del dialogo con le opere della collezione Torlonia, in un edificio già ricco di storia, di simboli e di significati, creando così un gioco di reciproco arricchimento e reinterpretazione. Sicuramente non è stato un compito semplice allestire una mostra non in "cubo bianco" asettico di una galleria, ma in uno spazio così carico, gli organizzatori e l'artista ci sono riusciti e con successo.







L'allestimento si dispiega, opera dopo opera, su capitoli modellati in forma di umane sembianze, aspirazioni, dubbi e timori: la poesia, l'amore, la guerra, il destino, il tempo, la morte. La mia attenzione è stata attirata dal fatto che ogni scultura ha un dettaglio, non casuale, che racchiude un significato specifico, che sia la rosa in bocca a Sibilla o il pesce tra i capelli di Medea.





L'autore usa diversi materiali, dal classico marmo alla resina con l'effetto bronzo, dimostrando così la versatilità e la voglia di sperimentare. Ho particolarmente notato gli elementi in oro che regalano una sensazione calda, positiva, solare, avvolgente, che stacca molto dai colori cupi del mondo delle passioni distruttive e della irrequietudine umana.

Insomma, posso dire che è una mostra alla quale si possono applicare tutti e due i metodi e visitarla sia per puro piacere della scoperta dell'arte di Sergio Monari inserita nella splendida cornice del Casino Nobile senza farsi troppe domande sia con l'intenzione di capire ogni opera, ogni messaggio che ci riserva, questo leggendo con attenzione tutte le didascalie che accompagnano le opere.



Infine aggiungo che il Casino Nobile, questo spazio neoclassico, è un vero gioiellino, le sue sale si possono contemplare all'infinito, come anche il parco stesso, Villa Torlonia, che merita una visita.





Qui fa davvero piacere fare una passeggiata, fermarsi per un caffè alla Limonaia, leggere un libro oppure semplicemente ammirare le sue famose palme e l'inconfondibile cielo blu di Roma. Oltre al Casino Nobile qui si trovano anche la Casina delle Civette, il Casino dei Principi e il Teatro Torlonia. Villa Torlonia è senza dubbio uno dei più belli ed accoglienti angoli di Roma.
  


Sergio Monari - Rifrazioni dell'Antico
Fino al 6 gennaio 2020
Musei di Villa Torlonia - Casino Nobile
Via Nomentana, 70
www.museivillatorlonia.it

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