domenica 11 novembre 2018

Il corso di avvicinamento al vino

Qualche anno fa non avrei immaginato di andare al corso dedicato al vino. Ma si sa, la vita è imprevedibile, ed ecco che negli ultimi mesi ho improvvisamente sentito il bisogno di saperne di più sul "nettare degli dei". Sicuramente è stato condizionato fortemente dalla mia attività di blogger. Frequento spesso eventi enogastronomici, aperture di ristoranti, cocktail e feste dove il vino ha un ruolo integrale e a volte principale. Ovviamente conta molto anche il fatto di vivere in Italia, uno dei grandi paesi produttori di vino nel mondo, dove il vino fa parte della cultura e delle tradizioni. Basti pensare a territori come Chianti, Langhe, Valdobiadene, Trentino, Friuli ed ecco che subito vengono in mente le etichette amate da molti - Chianti Classico, Montepulciano d'Abruzzo, Barolo, Nebbiolo, Prosecco, Gewürztraminer.

In Italia il vino si beve sopratutto per piacere e questo approccio corrisponde al mio credo di "vivere con gusto, cogliendo il piacere in ogni cosa". Mi piace prendere un bicchiere di vino a pranzo o a cena o per un aperitivo, mi piace visitare le cantine dei produttori quando viaggio per assaggiare il vino del nuovo posto e magari portare un paio di bottiglie a casa. La vendemmia mi incuriosisce e affascina. Insomma, tutto questo ha fatto la sua parte e un giorno ho capito che volevo sistemare, ordinare quelle poche conoscenze sul vino che avevo, alzare il mio livello di cultura per sapere un po' di più che la semplice distinzione tra "bianco" e "rosso". Detto - fatto, e così quest'autunno ho visitato il corso di avvicinamento al vino.



Organizzatore del corso è Puntarella Rossa, una testata digital dedicata al mondo del food, tra le più conosciute e autorevoli in Italia. Lo organizzano da 4 anni ed è sempre molto richiesto. Lo conduce la master sommelier dell'Ais (Associazione italiana sommelier) Livia Belardelli con master in analisi sensoriale e master sullo champagne.


Livia Belardelli
Il corso si articola in 5 lezioni, di 2 ore ciascuna, una sera a settimana. Le prime quattro lezioni sono state organizzate nell'hotel La Griffe Roma MGallery by Sofitel in via Nazionale, e l'ultima nel ristorante Eggs in Trastevere.

Il nostro gruppo, di circa 15 persone, era abbastanza variegato: più donne che uomini, l'età media tra 27 e 60 anni, tra i quali avvocati, psicologi, informatici, diplomatici. Chi è venuto da solo, chi insieme agli amici, chi con la sorella. C'era anche un'astemia. Ma tutti uniti dall'interesse comune - il vino e il desiderio di conoscere meglio questo mondo, che sia per lavoro o per interesse personale.

Non voglio raccontare tutti i dettagli. Dico solo che durante il corso abbiamo scoperto vari aspetti del vino e della sua produzione, imparando delle nozioni fondamentali che aiutano ad avvicinarsi a questo mondo, dai nomi dei vitigni e dei vini fino ai vari tipi di esami, di valutazioni e tecniche di degustazione fino agli abbinamenti vino e cibo. Oltre alla teoria ogni lezione includeva la degustazione di tre vini diversi, a volte anche in compagnia di alcuni produttori (La Tognazza, Paolo e Noemia d'Amico, Cantine Silvestri, Casale del Giglio, Fattoria di Calappiano, Cantina Ribelà, Poggio alla Meta, Ômina Romana ed altri). Questo permetteva di fare loro delle domande direttamente, commentare, valutare, paragonare e così via. E durante la cena al ristorante avevamo la possibilità non solo di degustare i vini, ma anche provare i loro abbinamenti con diversi piatti, per capire meglio i pro e contro della scelta di un determinato vino con il cibo.







Questo corso, divertente e sicuramente utile, aiuta chi vuole sapere di più del vino, vuole fare i primi passi in questo complicato mondo ed innamorarsene ancora di più. Come qualsiasi corso è la possibilità di conoscere nuove persone, allargare le proprie conoscenze, la propria cultura e aprire nuovi orizzonti. E' stato divertente. Non sono le lezioni all'Università, e quindi niente compiti a casa, niente esami, niente interrogazioni. Insomma, è adatto anche per i più timidi o molto impegnati.





Che cosa ho imparato io? Prima di tutto, ho capito che più ti addentri, più scopri quanto non sai e quanto c'è ancora da imparare. È un mondo fatto di regole e ancora più di eccezioni. Secondo, dopo aver conosciuto le basi della teoria, il miglior modo per conoscere vino è quello diretto, visitando i produttori, le cantine, degustandolo, studiando gli aromi e sapori, decidendo che cosa ti piace e che cosa no. Perché il criterio più importante per scegliere e abbinare il vino sono il gusto e le preferenze personali. E questo è il terzo. Ma il gusto richiede un lungo lavoro di sviluppo e di dedizione nel tentativo di farlo più raffinato e sofisticato, di arricchirlo. Il mondo del vino è un bellissimo gioco accattivante, come ad esempio il mondo di profumi, del caffè, del tè, dell'olio. A proposito, il vino si incrocia, a volte di più a volte di meno, con tutti questi temi, innanzitutto grazie all'olfatto che bisogna sviluppare. Ma per capirlo ci vuole la base, come questo corso, che è perfetto come il primo step.



Infine, la conclusione più importante. Già durante il corso ho notato come è cambiato il mio atteggiamento nel quotidiano nello scegliere il vino, nel degustarlo, nel consumo di altri alcolici. Il mio approccio è diventato più consapevole, più profondo, più divertito. Mi è venuta la voglia di applicare le conoscenze teoriche alla pratica, di scoprire di più. Non ho l'obiettivo di diventare una sommelier (anche se nella vita mai dire mai), semplicemente mi piace, mi incuriosisce, mi diverte. E così penso che sarà il primo passo di una lunga strada.


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