venerdì 30 giugno 2017

La mostra "Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma"

È stata appena inaugurata la mostra "Labirinti del cuore. Giorgione e le stagioni del sentimento tra Venezia e Roma". Una mostra al di fuori del comune, per molti motivi. Innanzitutto la scelta di Giorgione come punto di partenza, uno dei pittori piu difficili da interpretare nella storia d'Italia. In secondo luogo, la mostra affronta un tema ambizioso che è la rappresentazione dei sentimenti nel Rinascimento. Infine, la decisione di dividere la mostra in due sezioni, una a Palazzo Venezia e l'altra a Castel Sant'Angelo, sottolineando la volontà di fortificare il sistema di musei e promuovere i musei stessi e le loro collezioni ampliando in questo modo l'offerta culturale della città. Come ha detto Edith Gabrielli, la direttrice del Polo Museale del Lazio: "Per il museo uno dei compiti principali è far uscire la conoscenza e metterla a disposizione di tutti. Ricerca e divulgazione possono stare tranquillamente insieme."

Questa mostra è costruita intorno al Doppio Ritratto, un capolavoro di Giorgione, una vera perla di Palazzo Venezia.


Doppio ritratto (1502 ca), Giorgione, Museo di Palazzo Venezia
Due Amici è un doppio ritratto considerato dalla maggioranza come uno dei capisaldi di Giorgione, ma ancora poco noto come punto di svolta epocale nella ritrattistica del primo '500. Rispetto ai precedenti si contraddistingue per un'inedita sintesi di elementi che ne fanno l'archetipo di una nuova idea del ritratto che intende sottolineare lo stato d'animo e l'espressione dei sentimenti d'amore. Questo quadro ha cambiato il modo di rappresentare il sentimento.

L'opera è legata ad un particolare clima culturale a Venezia di quel periodo segnato da un rinnovato interesse per la poetica del Petrarca e da un incessante interrogarsi sulla natura dell'amore sia sul piano filosofico e letterario che nelle arti pittoriche e musicali. 

Come ha detto il curatore della mostra, lo storico d'arte Enrico Maria Dal Pozzolo, uno dei massimi specialisti di pittura veneta fra l'età rinascimentale e barocca: "Questo quadro è la Gioconda di Palazzo Venezia perchè apre un fenomeno rittratistico che prima non esisteva. È una mostra di ricerca. Uno degli obiettivi è cercare di capire che esisteva una dimensione rittratistica privata per documentare un momento nell'evoluzione esistenziale quando non esistevano le foto."

Oltre a Giorgione sono presenti le opere provenienti da importanti musei del mondo, di grandi maestri del Cinquecento tra cui Tiziano, Tintoretto, Romanino, Moretto, Ludovico Carracci, Bronzino, Barocci e Bernardino Licinio. Opere che conducono il visitatore in quel labirinto esistenziale che ogni uomo porta in sé e che si riflette anche nell'esperienza amorosa, tra innamoramento e matrimonio, abbandono e nostalgia. La mostra ci parla di sentimenti, stati d'animo, desideri, mancanze, melanconie, ostinazioni, dolori, ricordi. Gli artisti esposti hanno fermato per sempre sulle tele tali stati d'animo consegnandoci i documenti visivi di una storia dei sentimenti che appunto non è scritta solo sulle pagine di libri e manoscritti, ma anche sui quadri. Ci parlano di vicende a volte note, a volte intuibili, ma per lo più sconosciute. Il percorso espositivo comprende complessivamente 45 dipinti, 27 sculture, 36 libri a stampa e manoscritti oltre a numerosi altri oggetti.





Completa la mostra l'installazione video sonora "Il Giardino dei Sogni" nella Sala delle Battaglie del Palazzo Venezia, ideata da Luca Brinchi e Daniele Spanò con le musiche di Franz Rosati, violoncello e voce di Lukas Wildpanner. L'idea è di proiettare il pubblico all'interno di un giardino cinquecentesco, grazie all'utilizzo di videoproiezioni, suoni ed effetti digitali partendo da alcuni dipinti di Giorgione, per condurlo in una dimensione onirica e immaginaria, bucolica ma anche tempestosa, proprio come è l'amore fatto di poesia e sogno, di dolore e sofferenza. L'effetto è davvero sorprendente e unico!

Una nota particolare va all'allestimento curato dall'architetto Michele De Lucchi e il suo studio. "È una mostra impostata sui sentimenti, un approccio completamente nuovo. Prima ho pensato che sono pazzi ma poi capito che questa sarà una nuova opportunità. Sono convinto che è l'inizio di una nuova formula nel fare le mostre."

E ancora: "Un allestimento è un infrastruttura, che in questo caso doveva connettere le meraviglie di Palazzo Venezia e Castel Sant'Angelo e la mostra. Il nostro è un allestimento molto soft, niente chiodi, solo le cose portate e appoggiate."



"Da veneto sono molto orgoglioso di questo palazzo voluto e fatto da veneziani che doveva rappresentare una città unica come Venezia in una cittá altrettanto unica come Roma. Noi italiani siamo fortunati, abbiamo delle occasioni uniche di fare le cose nei luoghi straordinari e intoccabili."




Palazzo di Venezia - piazza Venezia (dal martedì alla domenica 8.30-19.30)
Castel Sant'Angelo - lungotevere Castello, 50 (tutti i giorni 9.00-19.30)
Un biglietto unico (intero - 14€, ridotto - 7€), valido per 3 giorni, che consente un ingresso a Palazzo Venezia e uno a Castel Sant'Angelo con la visita delle due sezioni della mostra
Fino al 17 settembre 2017

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