lunedì 11 aprile 2016

Intervista con Romolo Balzani, direttore artistico dell'Oratorio del Gonfalone

Ho già scritto varie volte che Roma riserva sempre una infinità di scoperte e sorprese. Quando ti sembra che ormai hai già visto e conosci tutto e tutti,  ecco che arriva qualcosa di nuovo a sorprenderti.

Così è stato per me con l'Oratorio del Gonfalone. Ex oratorio e ora sala per concerti si trova in una delle viuzze laterali di via Giulia.



Ne sono venuta a conoscenza per caso. 1-2 volte al mese qui organizzano concerti di musica classica e non solo. Già questo è bastato per accendere il mio interesse. Ammetto che con gli anni apprezzo sempre di più le arti classiche e in esse trovo le basi dell'arte contemporanea, che sia musica, letteratura, pittura, scultura, architettura, design. L'arte classica porta la bellezza nella nostra vita, la sensazione dell'eternità e della pace ricordandoci che tutto passa, ma la bellezza universale rimane. 

Prima di fare l'intervista con il Direttore Artistico dell'Oratorio del Gonfalone, il Maestro Romolo Balzani, ho assistito ad uno dei concerti, quello del Trio Raffaello, durante il quale sono state eseguite le opere di Beethoven e Mendelssohn. E' stata una serata indimenticabile! Una sala non molto grande, con le pareti e il soffitto completamente ricoperte da affreschi, da ammirare all'infinito. La bravura dei musicisti che hanno tenuto il pubblico con il fiato sospeso, che alla fine non li voleva lasciar andare richiamandoli a suonare un bis. E la musica, così magica quando la senti dal vivo. 



E' stato un incontro con il bello, che si è rivelato essere qui, vicino, e che si può sentire e vedere molto più spesso di quanto si pensi regalandosi momenti indimenticabili. Questi sono stati i pensieri quando sono uscita dal concerto e preparato le domande per il maestro Balzani.  

Maestro Balzani, per cominciare qualche parola sulla storia dell'Oratorio del Gonfalone.
L’Oratorio del Gonfalone, sede della Confraternita del Gonfalone nel XVI secolo è considerato uno dei luoghi più belli di Roma. Definito come “La Piccola Cappella Sistina” per via degli affreschi che decorano l’intero oratorio, realizzati dai principali artisti del Manierismo RomanoGli affreschi sono stati restaurati negli anni 1999-2000 su richiesta del nostro Presidente Dott. Emilio Acerna, dalla Soprintendenza per il Beni Artistici e Storici di Roma.





E’ merito del M° Gastone Tosato, il quale negli anni ’50 ebbe l’intuizione di rivalutare lo storico Oratorio, istituendo il Coro Polifonico Romano e promuovendo la stagione concertistica del Gonfalone, giunta quest’anno alla 65° edizione.



Come viene scelto il repertorio?
La sede è una perfetta cornice per determinati tipi di musiche quali il Rinascimentale e il Barocco, ma questo non esclude che nella programmazione vengano inseriti programmi di altre epoche storiche come il ‘900 e il jazz. Di norma viene da me proposto, a volte è concordato con gli artisti tenendo presente le esigenze di programmazione.


Com'è nata la Sua collaborazione con l'Oratorio?
Già negli anni ’70, quando studiavo in Conservatorio frequentavo il Gonfalone in qualità di ascoltatore (il mio Maestro Angelo Persichilli era uno degli artisti più apprezzati, poi successore di Tosato alla Direzione Artistica del Gonfalone). Poi nel finire degli anni ’80 il mio primo concerto in stagione su invito del M° Tosato, fu veramente emozionante!

Che obiettivi pone davanti a se come Direttore Artistico?
Gli obiettivi sono essenzialmente: musica e artisti di qualità, riscoperta di opere poco conosciute, avvicinare il pubblico giovane al Gonfalone e alla musica e promuovere i giovani talenti.


Deve superare tante difficoltà, a livello amministrativo, burocratico? O al contrario riceve degli aiuti?
Le difficoltà sono enormi, le risorse sono sempre più scarse, ma questo è un problema di tutta la cultura in Italia, purtroppo sempre meno considerata. Ma l’impegno va affrontato come una sfida.

I Suoi studi e le Sue esperienze lavorative?
In Conservatorio a Roma dalla prima media dove ho avuto la fortuna di incontrare il mio maestro Angelo Persichilli al quale devo tantissimo. Come Flautista in orchestra dopo varie stagioni con l’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia, ho lavorato per molti anni come primo flauto con l’Orchestra Regionale del Lazio. Ho avuto poi la fortuna di suonare sempre come primo flauto in altre grandi orchestre italiane come la Filarmonica della Scala di Milano, L’Orchestra del Teatro “La Fenice” di Venezia, la Sinfonica Abruzzese e la Sinfonica di San Remo.

Come docente di flauto attualmente lavoro presso il Conservatorio “L. Cherubini” di Firenze, dopo aver insegnato per quasi 10 anni a Benevento. Poi vorrei ricordare le bellissime esperienze come docente all’estero, presso la Royal Irish Academy di Dublino e nel 2015 in Turchia presso il Izmir State Conservatory (Dokuz Eylül Üniversitesi).

Chi sono i musicisti che lavorano con voi? Come vengono scelti? 
Sicuramente la scelta dipende da vari parametri quali il rispetto delle linee programmatiche del Gonfalone, la varietà dei programmi, ecc. Di norma contatto gli artisti dopo aver ascoltato le loro performance. Sono poi sempre disponibile ad ascoltare nuove proposte. È un compito impegnativo ma sicuramente interessante.


I vostri programmi per la prossima stagione?
Avremo delle prime esecuzioni di nuovi brani e delle prime esecuzioni moderne di brani inediti, artisti di grande livello, sicuramente ci saranno delle grandi novità. Di più non posso dire.

Il Suo compositore e pezzo musicale preferiti? 
L'ultimo che ho eseguito, ma se proprio devo indicarne uno essendo flautista direi la IV sinfonia di Brahms con il meraviglioso solo del flauto nell’ultimo movimento. 

Cosa Le piace di più in assoluto del Suo lavoro?
Conoscere nuovi brani e riscoprire quelli che già conosco,in ogni nuova esecuzione mi piace scavare e cercare nuovi stimoli. E’ fondamentale rinnovarsi continuamente.


Un consiglio per chi vuole intraprendere il percorso di musicista?
In Italia abbiamo molti musicisti di valore e docenti, ma occorre saper scegliere. Il vero problema si pone dopo gli studi, è triste da accettare, ma il consiglio che mi sento di dare è quello di andare all’estero.


Infine qualche parola su Roma. Il Suo legame con Roma? Che cosa ama e non ama particolarmente di questa città e della sua gente? 
Roma è sempre più caotica e trascurata, ma quando sono fuori ne sento sempre la mancanza. È inutile sottolineare la bellezza di una città unica come Roma, ma tutti i problemi, le inefficienze e gli sprechi creano molto nervosismo ai cittadini romani.

Qualche Suo indirizzo o posto preferito a Roma?
Piazza Navona, la più bella del mondo e ovviamente il Gonfalone!


Fotografie - Antonio De Paolis

Video delle prove de "Gli Archi del Cherubino" prima del concerto

Info e programma:
via del Gonfalone, 32A
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2 commenti:

  1. Anch'io ero al concerto del Trio Raffaello ed anch'io ho provato le sue stesse emozioni. Da qualche parte ho annotato:"ottimo programma, eccellente esecuzione". Ho seguito il trio a Tivoli,alle Scuderie Estensi, ed ho ascoltato un trio di Schostacovic, mi creda, da mozzafiato.A musicisti così penso ci sia molto da chiedere. Buon lavoro.

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