mercoledì 3 febbraio 2016

Altaroma Gennaio 2016

Ed ecco che è passata un'altra edizione di Altaroma, la fashion week romana, anche se in realtà parliamo di 4 giorni incluso il pre-opening. Non ce la faccio a ricordare subito quante ne ho già viste, di edizioni. Ma ammetto che è diventato da tempo, per me, uno degli eventi a Roma più attesi e preziosi. Perché in realtà Altaroma è una festa! Occasione di incontri con amici, la possibilità di visitare vecchie e nuove boutique, scoprire indirizzi sconosciuti, frequentare le serate più cool, vedere le nuove collezioni e ispirarsi, cercare di riconoscere i talenti e poi scoprire con gioia che gli altri, nei quali avevi creduto, sono già cresciuti.


Che cosa ho ricordato particolarmente di questa edizione? Qui le mie scelte personali.

Tra le sfilate quella che mi ha impressionata di più è del brand L72 del designer britannico Lee Wood. Lui ha già mostrato il suo grande talento l'estate scorsa vincendo il progetto prestigioso di scouting "Who is On Next?" ideato e realizzato da Altaroma in collaborazione con Vogue Italia. Secondo me la sua nuova collezione FW 2016-17 ha riconfermato il suo enorme potenziale e tutte quelle caratteristiche che l'hanno reso noto: un'interpretazione originale e contemporanea della classica silhouette anni 50, l'utilizzo di materiali tecnici, di dettagli particolari ed il senso del colore. 

Il mare e Vellamo, la dea dell'acqua, dei laghi e dei mari nella mitologia finlandese, sono i punti di partenza per l'ispirazione nella nuova collezione. In più i tre film che, come protagonista assoluto, hanno il mare: "La scelta di Sophie" di Alan Pakula, "Lezioni di piano" di Jane Campion e "La tempesta perfetta" di Wolfgang Petersen. Tutto questo si riflette nei dettagli, come ad esempio, la rete e il ricamo con le perline. La base è di nuovo la silhouette anni 50, sofisticata e molto femminile che questa volta si abbina con un taglio quasi maschile ed elementi dello sportswear. La gamma dei colori, come da aspettarsi nella collezione invernale, viaggia tra i classici nero, blu mare e avorio che ogni tanto vengono attraversati da flash di giallo e arancio. Sarebbe fantastico trovare questi pezzi nelle boutique!







Fotografie - Salvatore Dragone - Gianluca Palma/Luca Sorrentino

Tra le diverse iniziative in città scelgo la serata nella boutique Chez Dédé organizzata insieme con Mia Le Journal, durante la quale erano presentate le loro ultime creazioni. L'atmosfera elegante ma anche rilassata, i numerosi ospiti, gli interni unici della boutique, bella musica e cocktails, c'era tutto questo come del resto si poteva aspettare da persone con grande senso di stile come Daria ed Andrea.


Mia Le Journal, una testata indipendente dedicata alla moda, fotografia, arte, cinema, lifestyle ha presentato il suo nuovo numero, "White Issue" con una splendida Bianca Balti in copertina. Anche questa volta Mia Le Journal dimostra un personalissimo stile puntando sulla storia straordinaria di due sorelle albine Angelica e Matilde, sulla fotografia macro, sulle illustrazioni del visionario Andrea Ferolla esplorando come sempre la sfera intima delle persone e delle cose. Un numero da collezione!


Chez Dédé ha lanciato il 31° modello della sua signature bag Grand Sac, "via di Monserrato", rendendo omaggio alla bellissima via romana dove sorge Palazzo Capponi Antonelli, sede di Chez Dédé, che non è solo boutique, ma anche atelier e showroom. La borsa è di canvas spalmato nero, pelle scura e scritte in giallo oro, tutto rievoca l'atmosfera e le cromie che caratterizzano lo store. Capiente ma allo stesso tempo leggerissima, anche questo Grand Sac sicuramente diventerà un bestseller.


Ad affiancare alla borsa, tre nuove grandi sciarpe cachemere-blend illustrate da Andrea Ferolla e una nuova clutch in morbida nappa nera italiana dal formato maxi.



Un'altra bella iniziativa, Road to Style, è stata organizzata in via dell'Oca e via della Penna. È l'edizione pilota del progetto sperimentale realizzato da Altaroma per valorizzare delle vie dello shopping della città. In questo evento sono state coinvolte boutique di nicchia, raffinati atelier, i laboratori artigianali situati in queste due vie e ben conosciuti dagli amanti dello shopping romano. Ecco solo alcuni dei nomi: concept store Cristina Bomba dove si possono trovare capi donna e uomo, senza tempo nè stagioni, disegnati da Cristina e prodotti con i migliori tessuti, filati e pellami italiani;


ottica Mondelliani Glasses, nome di riferimento per i conoscitori dove oltre ai migliori brand da tutto il mondo è presente anche una propria linea di occhiali che si distinguono per la qualità; il nuovo negozio di cappelli Patrizia Fabri by Antica Manifattura Cappelli, inaugurato da appena due mesi (atelier e laboratorio si trovano sempre in via degli Scipioni) dove si può trascorrere anche una giornata intera sorseggiando del thè e scegliendo pezzi speciali, di tutte le forme e colori, realizzati artigianalmente;



la boutique accogliente del brand Laura Urbinati, che da sempre si distingue dalle sue stampe ed i modelli femminili dell'abbigliamento, lingerie, beachwear ed accessori.


L'elemento comune di tutto l'evento sono state le borse di Benedetta Bruzziches, una designer di talento e già molto famosa, diplomata all'Istituto Europeo di Design di Roma. Le borse erano presentate nelle boutique delle due vie perfettamente inserite nel loro stile e contesto.




In alcuni negozi c'erano anche degli artigiani che mostravano in diretta come si creano queste borse così amate (quanto lavoro e quanta pazienza ci vuole!). Infatti uno dei punti saldi del brand è l'attenzione al mondo dell'artigianato, al recupero "delle artigianalità perdute". 



Tutto l'evento era avvolto da una atmosfera di sagra, con tanto di castagne arrostite e vino rosso (ricetta dell'antica Roma), con il buon umore e un fiume di gente che scorreva da un negozio nell'altro.


Fotografia - Allucinazione

La serata più cool è stata senza dubbio quella dello IED - IED Fashion Party "Showin' Off Our Souls" che ha avuto luogo nel Cohouse Pigneto, luogo molto in auge in questo momento. Che lo IED è capace di organizzare gli eventi di queste dimensioni si sapeva già. Sono sempre molto originali, al di fuori delle classiche presentazioni, sono più che altro un mix di moda, arte, musica, sperimentazione all'insegna del divertimento. La direzione dello IED afferma che proprio così, mostrando i progetti degli studenti in una dimensione nuova e diversa, coinvolgendo il pubblico al livello emozionale, si può far arrivare il messaggio in modo più efficace.

Tra gli ospiti presenti c'erano tanti blogger, influencers, coolhunters, fotografi, artisti, musicisti, fashion stylist, studenti IED. Il club, tutto in penombra, con la luce delle candele, arredo sui generis era perfetto per la serata.




I lavori degli studenti del corso triennale in Fashion Editor e Fashion Stylist erano esaltati dalle installazioni, video, art e music performances degli artisti affermati, tra cui Rhò, un artista elettroacustico tra i più interessanti del panorama attuale, DJ Marco G. & Mr. Kite e Peggy Gould che hanno dato un sound e un ritmo giusto alla serata.


L'artista romano Paolo Good Fellas ha ammaliato il pubblico dando vita e colore alla tela bianca che era oggetto della sua performance.





Fotografie - Antonio De Paolis

Infine l'art director, model, photographer and video artist Paula Ling Yi Sun ha presentato il suo video CL223 da cui emerge una contaminazione di culture, di stili, di generazioni diverse che si susseguono, si intrecciano, si influenzano.

Ma ovviamente i veri protagonisti della serata erano i progetti editoriali degli studenti dello IED prodotti sia all'interno dell'Instituto che in occasione di collaborazioni esterne: Aesthetic Flows, Outside Gallery, Landscape, Ritual, Protection ed altri. Progetti evocativi che si sono lasciati toccare e sfogliare. Per scoprire che la nuova generazione dei fashion stylist è già cresciuta, sono già tra noi.








Fotografie - ufficio stampa IED Roma

Video IED Fashion Party

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