martedì 24 novembre 2015

Intervista con Elena Kihlman di Elena Kihlman Design

Come probabilmente molti hanno notato il Rione Monti è uno dei miei preferiti a Roma. Mi piacciono le sue viuzze, i suoi caffè, negozi, atelier. Monti è la storia, dai tempi antichi fino ai giorni nostri. Monti è l'artigianato e tante tradizioni. Proprio in questo quartiere si trovano numerosi studi, atelier, laboratori dove fanno le candele, le scarpe, i gioielli, le sculture, i mosaici, l'abbigliamento, la cioccolata, il pane, lavorano il vetro, la pelle...

Monti è la sua gente, i romani da sette generazioni, gli italiani da altre città, gli stranieri, tutti innamorati di Roma e di questo quartiere. Quanti incontri e conoscenze mi ha regalato Monti! Basta scorrere l'archivio del mio blog per trovare una decina di post e interviste legate a questo rione. Ed ecco che a questi si aggiunge una nuova intervista, con Elena Kihlman che qui ha il suo studio e negozio, Elena Kihlman Design, in via Urbana. Ci sono passata davanti talmente tante volte che prima o poi dovevamo incontrarci e conoscerci. E finalmente è successo. 



Elena è una designer finlandese di origine russa, piena di talento e con una storia personale molto interessante. È specializzata in creazioni tessili, articoli per la casa e accessori moda. Con il suo lavoro crea una visione moderna della casa unendo il vecchio e il nuovo, i materiali moderni e le tecniche antiche. Di questo e di molto altro abbiamo parlato con Elena. 

Elena, mi racconti un po' del Suo background professionale? Quando e come è nata l'idea di creare il Suo brand?
Sono nata in Russia, a Leningrado (l'odierna San Pietroburgo - ndr), ho studiato e lavorato in Finlandia e adesso vivo a Roma.

Nei primi anni '90 mi sono trasferita in Finlandia dove nel 2002 mi sono laureata presso l'Università Aalto di Arti Industriali e Design di Helsinki (UIAH) con un Master of Arts in Fashion and Textile Design. In Russia ho studiato alla Facoltà di Storia, mi interessava la storia, mi piaceva disegnare, stavo addirittura pensando di entrare all'Istituto Tessile di San Pietroburgo. Quando mi sono trasferita in Finlandia, inizialmente non sapevo di cosa occuparmi. Stavo pensando di fare qualcosa che fosse legato al disegno, qualcosa di creativo. Così ho iniziato ad interessarmi alle scuole di design. Prima sono entrata nell'Istituto dell'Arte Applicata dove ho studiato per 2 anni, una tappa molto importante che mi ha insegnato a guardare il design dal punto di vista della tecnologia e pratica e non solo della bellezza. E solo dopo ho cambiato per l'Università Aalto di Arti Industriali e Design.

Dopo gli studi ho fondato il mio studio di design e produzione ad Helsinki creando delle collezioni moda di pelliccia e pelletteria per diverse aziende finlandesi e italiane. Nel frattempo cercavo di creare una mia personale collezione di abbigliamento. 

Il mio avvicinamento al design e alla moda italiana è iniziato nel 1998 quando sono venuta a Milano nell'ambito del programma di studi Erasmus per allargare la mia conoscenza del design. Poi dal 1998 al 2000 ho studiato allo IED di Milano grazie ad una borsa di studio e lavoravo come stilista in uno studio fotografico. Nel 2003 sono ritornata a Milano per lo stage nell'azienda I Santi che produce collezioni di borse in pelle. Questa azienda, nata nel 1947, combina le tradizioni artigianali e le soluzioni innovative. Anche questo stage è stato un'esperienza importante per me. Nel 2006 mi sono trasferita definitivamente in Italia a Roma dove ho cominciato a creare le collezioni di tessile per arredo casa, oggetti d'interni e accessori moda.




Quali sono le cose che La ispirano nel Suo lavoro? E quale sono le caratteristiche indispensabili per diventare un buon designer?
Tante cose diverse. Ovviamente non si può stare seduti nella stanza vuota e aspettare l'ispirazione. Bisogna essere come una spugna, assorbire tutte le informazioni, leggere molto e seguire le novità nell'arte, design, moda. È molto importante osservare le persone, che cosa usano, di cosa hanno bisogno. Per me come designer è molto importante la funzionalità delle cose che creo. La curiosità è forse una delle principali caratteristiche per una persona creativa. Il designer deve essere curioso.

La natura, i paesaggi, i viaggi sono altre fonti di ispirazione. Durante i viaggi fotografo tantissime cose, le situazioni, i dettagli che poi possono rivelarsi utili. Ad esempio, in agosto sono stata a New York, per la prima volta. Mi è piaciuto molto! Il viaggio è stato ricchissimo dal punto di vista di emozioni, ho riportato più di 300 fotografie con le cose che mi hanno ispirato. Sono sicura che fra qualche tempo le emozioni si trasformeranno in qualcosa di concreto anche nel mio lavoro. Quando sei un designer praticamente non c'è divisione tra lavoro e tempo libero.




Un'altra cosa che ho notato è che di solito funzionano le idee nate da sole, in modo spontaneo. Penso che l'intuito è un'altra caratteristica importante per i designer. A volte percepisci proprio al livello intuitivo quando arriva l'idea giusta. Invece a volte cerchi di inventare qualcosa che sicuramente deve piacere, ma che poi non funziona.

Ovviamente l'importante non è solo lanciare nuove idee ma anche portarle alla conclusione, dal punto di vista tecnologico, produttivo e qualitativo. Insomma, devi lavorare tanto se vuoi che ti notino e che credano in te. 

Infine la capacità di prevedere, percepire i trend prima che diventino tali. A volte succede che crei una cosa e una paio d'anni dopo la vedi dappertutto perché è diventata trendy. Anche se personalmente cerco di non seguire i trends. Forse proprio per questo motivo mi sono allontanata dal mondo della moda, perchè li è inevitabile quando fai delle collezioni commerciali. Quando invece fai il design e gli oggetti d'interni spesso lavori con clienti privati seguendo il loro gusto e le loro richieste più che i trend. Per quanto riguarda la moda ho lasciato solo le borse.


Lei si posiziona come designer finlandese. Quindi il design del Nord Europa, la loro cultura è ancora fondamentale nel Suo lavoro? Oppure gli anni passati il Italia hanno lasciato la loro impronta?
Penso che il fatto di essere nata, cresciuta e vissuta per tanti anni al nord ha segnato per sempre la mia visione. La mia palette di colori è senza dubbio influenzata dal nord.




Ma ovviamente l'Italia e sopratutto Roma mi influenzano tantissimo, lo sento sempre di più.

Quando parlano del design scandinavo di solito sottolineano la semplicità delle linee, lo stile minimalista, la funzionalità delle cose. Anche se vedo che anche gli italiani apprezzano proprio queste cose. Quindi posso dire che sono fortunata e non devo cambiare il mio gusto personale e la mia visione lavorativa. 

In ogni caso sono felice che il destino mi abbia portato all'inizio in Finlandia a studiare il design proprio lì, perché mi ha dato una forte base sulla quale poggio ancora oggi. Certo, non nascondo che quando presento i miei lavori come designer finlandese questo subito suscita l'interesse e la curiosità, il resto lo fanno i miei lavori. Devo ammettere che gli italiani hanno un forte senso di iniziativa e quando vedono le cose nuove spesso sono pronti a rischiare e venirti incontro.

Che materiali usa nel Suo lavoro?
Per le mie collezioni tessili uso i materiali di altissima qualità, come ad esempio lino e cotone che decoro con le fibre di lana, seta e alpaca usando la tecnica di follatura, con i colori per tessuti, tutto manualmente. Tutti i materiali li acquisto da fornitori e produttori italiani.

Nel 2013 ho iniziato a sviluppare un nuovo materiale in partnership con due aziende toscane, i leader del made in Italy per quanto riguarda la produzione del sughero e feltro. La scelta di questi due materiali era dovuta alle loro ampie caratteristiche. Abbiamo unito questi due materiali, con una lavorazione termica, e abbiamo ottenuto un nuovo materiale, molto resistente e funzionale, leggero, impermeabile, pieghevole e facile da mantenere, lo uso per fare vari oggetti. 



Crea anche su ordinazione? 
Tutti i tessuti li creo su ordinazione, a partire dalla scelta del materiale e del disegno fino ai colori e le dimensioni. Si definiscono tutti i dettagli con il cliente dopodiché si crea. Qui da me ed in alcuni show-room con cui collaboro ci sono dei cataloghi con i miei campionari, come base di partenza.

Comunque l'approccio individuale ho cominciato ad utilizzarlo quando ero ancora in Finlandia. Tra le mie clienti c'era anche il primo-ministro dell'epoca, Anneli Jäätteenmäki, ero la sua stilista.

E come è nata la vostra collaborazione?
Quando lavoravo sul mio progetto di laurea, la professoressa che mi seguiva ha proposto di preparare qualcosa per il ministro dell'Istruzione per la serata di gala in onore del giorno dell'Indipendenza della Finlandia. Questa voleva sostenere la nostra Università e dare una chance ad alcuni studenti. La mia presentazione e i miei abiti creati per queslla occasione le sono piaciuti, così ho cominciato a lavorare prima con lei e poi con altre persone importanti. 

Poco dopo questa esperienza ho inviato una lettera all'assistente del primo-ministro proponendomi come stilista. Inaspettatamente mi ha richiamato lei personalmente e ha detto che gli erano piaciuti i miei lavori. Così ci siamo incontrate.

AscoltandoLa mi rendo conto che la Finlandia in questo senso è un paese unico. Faccio fatica ad immaginare qualcosa del genere in Italia o in Russia. 
Forse perché è un paese molto piccolo. O forse perché i paesi scandinavi hanno mentalità e rapporti diversi. 

Lei lavora da sola o ha una squadra?
Le idee partono da me e Renato, il mio compagno, nella vita e nel lavoro. Lui è più visionario, spesso mi suggerisce delle idee interessanti che io poi sviluppo soffermandomi sulla parte pratica, sui dettagli, sulla realizzazione. Abbiamo degli oggetti creati sulle sue idee che vendiamo con grande successo da anni.

La decorazione dei tessuti ed il lavoro sugli accessori per la casa e le borse, a partire dagli schizzi fino alla realizzazione dei campionari, tutto viene fatto nel mio studio. Poi i prodotti finali vengono realizzati da laboratori specializzati e da artigiani. Collaboro con alcuni atelier specializzati in varie lavorazioni, con i produttori dei tessuti. Nel negozio insieme con me lavora Valentina, una ragazza colta, laureata, che parla diverse lingue che è assolutamente indispensabile nel nostro concept store dove passano tanti stranieri. Per noi è molto importante non solo vendere, ma comunicare con il cliente. Raccontiamo non solo del nostro negozio ma anche del Rione Monti. La gente ama le storie. La capacità di fare storytelling è una qualità molto importante per lavorare nel nostro negozio.


Quando lavori in proprio devi essere bravo in tante cose: inventare le cose nuove, modellare, contattare i fornitori, occuparsi del marketing, vendere, partecipare nelle fiere. Avere a disposizione un gruppo di professionisti è molto importante ma prima devi guadagnare. I primi anni lavoravamo solo noi due con Renato, tutti i giorni, senza weekend. Solo ora possiamo permetterci di prendere persone in squadra o contattare professionisti per le collaborazioni, come ad esempio un fotografo professionista per fare il catalogo. Avere una squadra è importante per la crescita, è una specie di investimento. 

Qualche parola sul vostro concept store.
Nel 2009 ho realizzato un progetto importantissimo aprendo un concept store nel centro di Roma dove presento sia le mie collezioni che una selezione di prodotti dai migliori designer e artisti del Nord Europa. Ci sono dei tessuti, accessori per la casa, ceramica, porcellana, legno. Tra i brand presenti ci sono iittala che fa prodotti in ceramica e vetro, Aida dalla Danimarca che collabora con il pittore Poul Pava, il designer svedese Lisa Larson, l'artista finlandese Aura Kajas che lavora con la ceramica, alcuni brand olandesi.





Ovviamente quando scegliamo dei brand cerchiamo di prendere in considerazione non solo i nostri gusti personali, ma anche i gusti dei nostri clienti. Inoltre abbiamo lo shop online che ci permette di lavorare con tutto il mondo.

A proposito, ormai siamo diventati una specie di centro culturale scandinavo, un punto di riferimento per tanti scandinavi che abitano a Roma. A volte organizziamo delle mostre, festeggiamo le feste nazionali finlandesi, collaboriamo con l'Ambasciata finlandese.



Come mai ha aperto il suo negozio nel Rione Monti?
Quando mi sono trasferita a Roma ed ho cominciato a creare le mie collezioni di tessuti collaboravo con i varie show-room e clienti. Una delle mie clienti aveva un negozio di tessuti e uno studio proprio qui. Dopo un po' lei doveva trasferirsi in un altro paese, così mi ha proposto il suo negozio e lo studio che mi sono sempre piaciuti. Tutto qua.

Il Rione Monti è uno dei più antichi, il cuore di Roma, qui ci sono ancora tante tradizioni artigianali. È una zona turistica, ma non c'è confusione e il via vai come in via del Corso, ad esempio. Prima via Urbana era una via tranquilla, ma piano piano hanno cominciato ad aprire dei negozi molto particolari attirando tanta gente. In qualche modo è anche merito dell'associazione Via Urbana Roma creata da Renato. L'idea di questa associazione è unirsi, alzare la qualità di vita di questa zona e rivalutare questa via e la gente che ci lavora. 


Dovendo scegliere un solo prodotto di Elena Kihlman, il più rappresentativo, quale mi consiglierebbe?
Consiglierei gli oggetti fatti con il nostro nuovo materiale, sughero e feltro.



Oppure le mie borse che ho creato usando il principio degli origami. Sono pieghevoli, da un quadrato piatto diventano una grande borsa. Questo modello è presente nel nostro assortimento fin dall'inizio e lo modifichiamo sempre migliorandolo, aggiungendo qualche nuovo dettaglio, le tasche, le cinture, le zip, cambiando i materiali. D'estate la facciamo di lino, ora di cotone impermeabile, nel futuro la vorremmo fare di pelle o con gli inserti di pelle. Quando creo le borse la loro praticità è uno dei criteri più importanti per me. In effetti le nostre borse sono perfette per la vita in città, per le passeggiate, per andare in bici o in scooter.


I Suoi prossimi progetti/collaborazioni?
Il progetto più importante è la nostra partecipazione nella fiera Maison&Objet a Parigi, dal 22 al 26 gennaio. Direi che in Europa è la fiera principale per quanto riguarda il design e il lifestyle. È molto difficile essere selezionato come partecipante, sembra quasi di passare un concorso, è necessario avere una lettera di raccomandazione da parte di altri partecipanti. Ma ce l'abbiamo fatta. Avremo lì uno stand, sarò felice di incontrare tutti quelli interessati ai nostri prodotti e collaborazioni.

Pensavamo da tempo di partecipare, ma alla fine abbiamo deciso solo ora. Anche se sono convinta che tutto arriva nel momento giusto. Ora siamo pronti e maturi per fare questo investimento. 

Certamente non dimentichiamo l'Italia e pensiamo di partecipare nella fiera Homi a Milano in autunno. 

Dal punto di vista del business non Le dispiace di aver lasciato Finlandia per Italia?
In Finlandia è organizzata molto bene la vita di tutti i giorni. Ma dal punto di vista creativo il trasferimento in Italia è stato un passo in avanti. In ogni caso non mi dispiace. Io sto bene lì dove posso lavorare e realizzare i miei progetti, questo è il criterio principale.

Che cosa Le piace del Suo lavoro?
Il mio lavoro è il senso della mia vita. E questo lascia l'impronta su tutto. Tengo sempre un blocknote sottomano dove segno e disegno tutto ciò che mi passa per la testa, anche quando sono in ferie. L'ispirazione o le idee possono arrivare improvvisamente.


Posso dire con certezza cosa non mi piace. È la routine. Per fortuna nel mio lavoro è praticamente assente. Succede sempre qualcosa di nuovo, un passo in avanti.

E non ha mai pensato, forse da giovane, ancora all'Università, di trovare un posto in una grande azienda di design invece di lavorare in proprio?
Sì, certo, ogni tanto ci penso ancora oggi, ma poi dico a me stessa che tutto è andato esattamente come doveva andare, come era meglio per me. Penso che sono una imprenditrice nata, troppo indipendente per lavorare per qualcun altro.


I Suoi rapporti con la Russia? Ha dei progetti in vista che riguardano la Russia?
Purtroppo ci torno raramente, ma mi sarebbe piaciuto installare dei contatti lavorativi con qualche show-room, negozi, studi di design, con gli architetti e designer d'interni in Russia. 

Il Suo rapporto con Roma, che cosa ama e non ama qui?
La mia storia con l'Italia è iniziata da Milano, perciò paragonando Roma con Milano posso dire che qui la gente sa godersi di più la vita. Non significa che i romani non sanno o non amano lavorare, semplicemente non sono così fissati con il lavoro. Certo, a Roma c'è tanta burocrazia, alcune zone sono molto sporche, ci sono dei problemi con i mezzi di trasporto e con il traffico. Però penso anche che spesso ragioniamo partendo dal principio che "l'erba del vicino è più verde". Dopo il viaggio a New York ho davvero apprezzato i parchi di Roma, i suoi bar e ristoranti, la spontaneità e il calore nei rapporti. 

Qualche Suo indirizzo o posto preferito a Roma?
Mi piace molto Frascati, i suoi vigneti, ville, le sue colline dalle quale con il bel tempo si vede Roma.

Fotografie - Antonio De Paolis


via Urbana, 101
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