sabato 31 ottobre 2015

La mostra "Mattia Preti. Un giovane nella Roma dopo Caravaggio"

La Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini (un posto meraviglioso che già di per se merita una visita, magari in una bella giornata con il sole che entra da tutte le finestre illuminando le sale, la scalinata, le sculture e i busti) ospita per la prima volta a Roma una mostra dedicata alla figura e all'opera di Mattia Preti, il celebre pittore calabrese, uno dei maggiori esponenti dell'arte italiana del Seicento, ultimo riconosciuto caravaggesco che visse per molto tempo a Roma. La mostra romana fa parte di un più ampio programma pretiano che si svolge contemporaneamente anche in Calabria e che prevede altre quattro mostre.

Tributo della moneta
Milano, Pinacoteca di Brera
inv. 599, olio su tela, cm 143 x 193

La mostra è ideata da Vittorio Sgarbi e Giorgio Leone, attuale direttore della Galleria Corsini e curatore dell'esposizione nonché noto studioso di Mattia Preti. L'intento è quello di approfondire un aspetto ancora poco chiarito della vicenda artistica del pittore: la sua giovinezza e la sua formazione nella Roma papale dopo la morte di Caravaggio. Rispetto ai più conosciuti anni napoletani e maltesi, il periodo romano, almeno fino al 1649-1650, risulta ancora in gran parte oscuro, nonostante i numerosi contributi scientifici che a esso sono stati dedicati.

Soldato
Rende, Museo Civico,
olio su tela, cm 130 x 100
Come ha detto Vittorio Sgarbi durante la conferenza in occasione dell'anteprima stampa:
"Mattia Preti è stato l'alter ego di Caravaggio, ha portato il caravaggismo in scena".

Sono esposti ventidue capolavori provenienti da prestigiose istituzioni europee e italiane, da Musée des Beaux-Arts di Carcassonne agli Uffizi, dalla Galleria Nazionale di Cosenza alla Pinacoteca di Brera, e da alcune collezioni private italiane, che lo pongono al confronto con le opere presenti nell'allestimento storico della Galleria Corsini realizzate dai pittori ai quali Mattia Preti si ispirò nei suoi anni romani: da San Giovannino di Caravaggio al Trionfo d'Amore di Poussin, dall'Erodiade di Vouet alla Salomé di Guido Reni, dal Presepe e l'Ecce homo di Guercino fino al Miracolo di Sant'Antonio di Sacchi.

Tra le opere esposte sono presenti alcuni interessanti inediti e veri capolavori della produzione giovanile dell'artista: il Soldato del Museo Civico di Rende, il Tributo della moneta di Brera, la Negazione di Pietro di Carcassonne, la Fuga da Troia di Palazzo Barberini, il Miracolo di San Pantaleo, probabilmente la sua prima committenza pubblica romana.

Tributo della moneta
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini
inv. 117, olio su tela, cm 123 x 173
La mostra intende approfondire attraverso una selezione dei dipinti giovanili di Mattia Preti le questioni stilistiche e cronologiche, in un percorso formativo che appare legato alle esigenze del mercato artistico romano, dove il pittore si presenta ben accorto sulle scelte, coerenti con il gusto dell'epoca.

Mattia Preti, attribuito
Fumatore
collezione privata
olio su tela, cm 76 x
Infine gli ammiratori dell'arte di Mattia Preti possono trovare altre significativi lavori del pittore in alcuni celebri collezioni e musei di Roma, come ad esempio Galleria Doria Pamphilj sul Corso, la Chiesa di Sant'Andrea della Valle, Galleria Colonna.

Fuga da Troia
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini
inv. 1154, olio su tela, cm 182 x 149 
Fino al 18 gennaio 2016
Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini
Via della Lungara, 10 (Trastevere)

Выставка "Mattia Preti. Un giovane nella Roma dopo Caravaggio"

Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini (восхитительно место, уже само по себе заслуживающее посещения, особенно в солнечный день, когда лучи проникают вовнутрь палаццо, освещая залы, парадную лестницу, скульптуры и бюсты в коридорах) принимает у себя, впервые в Риме, выставку, посвященную личности и творчеству Маттии Прети, известного художника родом из Калабрии (регион на юге Италии), одного из главных представителей итальянского искусства XVI века, последнего признанного последователя техники Караваджо, прожившего долгое время в Риме.


Tributo della moneta
Milano, Pinacoteca di Brera
inv. 599, olio su tela, cm 143 x 193
Римская выставка является частью обширной программы, посвященной Прети, которая организована в это же самое время в Калабрии и в которую входят еще четыре выставки.

Выставка в Риме задумана известным знатоком искусства Витторио Сгарби и директором галереи и специалистом по творчеству Прети Джорджо Леоне, который также выступает в роли куратора выставки. Цель выставки - изучить более углубленно один из аспектов творческой деятельности Прети: его молодые годы и формирование как художника в Риме после смерти Караваджо. В отличие от более изученного неаполитанского и мальтийского периодов, римский период его жизни, по крайней мере до 1649-1650 годов, остается по-прежнему наименее известным, несмотря на многочисленные научные исследования, ему посвященные.

Как подчеркнул Витторио Сгарби во время пресс-конференции в честь открытия выставки "Маттия Прети был альтер эго Караваджо, его самым рьяным последователем".

Soldato
Rende, Museo Civico,
olio su tela, cm 130 x 100
На выставке представлены 22 шедевра, позаимствованные из самых престижных европейских и итальянских галерей и музеев, таких как Musée des Beaux-Arts di Carcassonne и Uffizi, Galleria Nazionale di Cosenza и Pinacoteca di Brera, и из некоторых частных коллекций, которые противопоставляют его работы постоянным экспонатам галереи, среди которых авторы, на которых Маттия Прети равнялся в свои римские годы: San Giovannino Караваджо, Trionfo d'Amore Пуссена, l'Erodiade Вуэ, Salomé Гвидо Рени, Presepe e l'Ecce homo Гуэрчино, Miracolo di Sant'Antonio Сакки.

Из выставленных полотен есть некоторые малоизвестные работы раннего периода Прети: il Soldato из Museo Civico di Rende, il Tributo della moneta из Brera, la Negazione di Pietro из Carcassonne, la Fuga da Troia из Palazzo Barberini, il Miracolo di San Pantaleo (возможно, его первая работа на заказ в Риме).

Tributo della moneta
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini
inv. 117, olio su tela, cm 123 x 173
Выставка ставит перед собой задачу изучить стилистические и хронологические стороны творчества Маттии Прети, благодаря его ранним работам, его рост мастерства, который связан с художественным рынком Рима, который хорошо принял молодого художника, отвечающего запросам той эпохи.

Mattia Preti, attribuito
Fumatore
collezione privata
olio su tela, cm 76 x
В заключение, поклонники творчества Прети могут найти другие его работы в Риме в Galleria Doria Pamphilj на via del Corso, в церкви Sant'Andrea della Valle, в Galleria Colonna.

Fuga da Troia
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini
inv. 1154, olio su tela, cm 182 x 149 
До 18 января 2016
Galleria Nazionale d'Arte Antica in Palazzo Corsini
Via della Lungara, 10 (Trastevere)

mercoledì 21 ottobre 2015

Il ristorante Al 59, un bel mix di tradizioni, arte e innovazione

Come dicevo qualche settimana fa quest'autunno enogastronomico a Roma è ricco di riaperture. Una di queste riguarda lo storico ristorante Al 59 situato a due passi da piazza del Popolo. Il locale è stato rinnovato, il suo menu aggiornato ed ora è gestito dal patron chef Alberto Colacchio. Un tempo qui amava venire il maestro Federico Fellini (il suo tavolo è segnato da una targa-tributo a lui dedicata) per mangiare un piatto di tortellini, ma anche altri personaggi della cultura e dello spettacolo.


Fellini e il cinema si sentono ancora nell'aria, infatti una suggestiva opera di Paola Romano esposta nella grande sala è un omaggio a loro.

Oggi lo chef Alberto Colacchio propone la classica cucina romana e romagnola con qualche rivisitazione. Tra i primi ci sono i piatti tradizionali come pasta (fatta in casa) alla carbonara, gricia, amatriciana, cacio e pepe, tortellini del Maestro con whiskey (ancora un omaggio a Fellini), gramigna alla romagnola.



Ricca anche la selezione di secondi di carne (carrello dei bolliti, saltimboca alla romana, maialino in porchetta, polpettone di carni bianche) e pesce (baccalà alla trasteverina, pescato del mare umido e croccante, involtino di spigola). E poi i dessert, le cui descrizioni fanno venire l'acquolina in bocca: gelato di zabaione con cioccolato amaro, pane raffermo con zucchero vino e ricotta, cannolo siciliano scomposto.

Ho avuto il piacere di visitare questo ristorante due volte nel giro di poche settimane. La prima volta in occasione dell'evento di riapertura. È stato un grande successo, una calda serata romana con tanti ospiti e musica dal vivo, impreziosita dalle bollicine rosé di Montresor, ostriche Regal e storione di Calvisius, senza dimenticare i classicissimi supplì e crocchette di patate affumicate.


La seconda volta sono venuta qui appositamente, per pranzo con i miei amici americani in visita a Roma per fargli assaggiare la tipica cucina romana in un ambiente elegante ma non pomposo, nel cuore della città. Sarà troppo scontato dire che il successo era garantito anche questa volta?


Fotografie per gentile concessione dell'ufficio stampa del ristorante Al 59

Via Angelo Brinetti, 59
Tel 06 3219019
Mob 328 9785345

Ресторан Al 59: сплав традиций, искусства и новизны

Как я уже писала несколько недель назад, эта осень в Риме с эногастрономической точки зрения богата на открытия новых и исторических адресов. Одним из таковых является ресторан Al 59, расположенный в двух шагах от piazza del Popolo. Все его помещения были обновлены, меню пересмотрено и у заведения появился новый патрон-шеф - Альберто Колакьо. Когда-то сюда любил заглядывать Федерико Феллини на тарелочку тортеллини (его столик отмечен специальной табличкой), а также и другие знаменитости из мира культуры и шоу-бизнеса.


Дух Феллини и кино витают в воздухе до сих пор, им посвящено полотно Паолы Романо, выставленное в большом зале ресторана.

Сегодня шеф Альберто Колакьо предлагает своим посетителям римскую кухню и кухню региона Романья, интерпретируя их на современный манер. На первое предлагаются традиционные блюда из пасты (сделанной тут же): карбонара, gricia, аматричана, cacio e pepe, тортеллини с виски (в честь маэстро Феллини), gramigna alla romagnola.



Богатый выбор и вторых блюд из мяса (ассорти из bolliti, saltimboca alla romana, porchetta из мяса поросенка, котлеты из белого мяса) и рыбы (beccalà alla trasteverina, улов дня, рулетики из лаврака). И конечно же, десерты, от одного только описания которых уже текут слюньки: мороженое из забайоне с горьким шоколадом, сицилийский cannolo, тирамису.

В течение последних недель я уже дважды посетила этот ресторан. В первый раз во время его официального открытия. Вечер удался на славу, с большим количеством гостей и музыкой вживую, с потоками шампанского розе Montresor в дополнение к устрицам Regal и осетру Calvisius, а также классическими римскими супли и картофельными битками.


Во второй раз я пришла сюда целенаправленно, на обед с моими американскими друзьями, приехавшими в Рим на каникулы, чтобы они могли отведать типичную римскую кухню в приятном и элегантном, но не помпезном месте в центре города. Будет излишне сказать, что успех был гарантирован и на этот раз?


Фотографии любезно предоставлены пресс-офисом ресторана Al 59

Via Angelo Brinetti, 59
тел 06 3219019
моб 328 9785345

giovedì 15 ottobre 2015

Foro Appio Mansio Hotel: il mio weekend perfetto fuori porta

Autunno, così misurato, tranquillo e oppiante rispetto alla rumorosa, sovraffollata e frettolosa estate, è secondo me la migliore stagione per dei fine settimana fuori città quando si possono esplorare posti mai visti prima, visitare antiche cittadine e borghi ricchi di storia e feste, quando si può ammirare il periodo di fogliage e della vendemmia, assaggiare il vino novello e le castagne, raccogliere funghi, andare a cavallo e fare lunghe passeggiate, godendo del contatto con la natura, scoprire la cucina locale e nuovi ristoranti, concedersi dei piaceri nella spa, semplicemente dormire tanto e riposare bene.

E proprio con queste intenzioni sono partita qualche settimana fa per il weekend nel Foro Appio Mansio Hotel situato alle porte di Latina, a circa 65 km da Roma.



È un posto perfetto per un weekend fuori porta, ad appena un'ora di viaggio dalla capitale, all'incrocio della Via Appia ed il fiume Cavata, tra i monti ed il mare, nel cuore del Lazio.




Volevo rilassarmi, staccare la spina, distrarmi dalle solite cose e dalla routine. Anticipo che la realtà ha superato tutte le mie aspettative. In due giorni e mezzo sono riuscita a vedere e fare tante cose che a volte non ci riesci neanche in un mese intero, ed era solo una parte di quello che offre la zona e l'hotel. Un bel posto, un bell'albergo, bella gente, bel clima e ottima cucina! Cosa desiderare di più?! Ma andiamo per ordine, prendendo le note dal mio diario di viaggio dove ho annotato tutto quello che ritenevo più significativo ed interessante.

Venerdì
Ore 16 - arrivo
Alla reception ci saluta Gianni, molto cordiale, e ci racconta la storia del posto e della zona. Foro Appio è sempre stato un posto speciale legato alla storia della Via Appia. Nato come foro in epoca romana, un luogo con funzioni sociali e amministrative, si trasforma nel tempo in un'importantissima Mansio, cioè in stazione di posta in cui è possibile alloggiare, mangiare e riposarsi e mantiene le sue funzioni fino alla fine dell'impero, per essere dismesso e poi riassumere il ruolo di importante stazione viaria per volere di Pio VI che affidò il suo restauro e ampliamento al grande architetto Valadier. Infine, dopo secoli di alterne vicende Foro Appio rinasce a nuova vita, artefici di questa rinascita sono il designer Maurizio Galante, che ha curato i restauri e l'interior decoration, e suo fratello Paolo, direttore dell'albergo.




Molte sono le testimonianze storiche che lo riguardano: il poeta Orazio lo descrive nella sua Satira Quinta, lo cita anche Plinio il Vecchio nella "Naturalis Historia", nel 61 d.C. qui avviene l'incontro tra San Paolo e alcuni cristiani venutigli incontro dalla capitale, come viene riportato negli Atti degli Apostoli.




La storia moderna della zona è stata segnata dalla bonifica di Mussolini. Tante famiglie trasferite qua dal Veneto, tanti sacrifici e lavoro duro per trasformare le paludi piene di zanzare e malaria in borghi e città. Ci sono dei quadri di Antonio Taormina esposti in albergo che raccontano quel periodo.


Per saperne di più Gianni mi ha consigliato il libro "Canali di Mussolini" di Antonio Pennacchi.

Ci alloggiamo nella suite, al primo piano (dove ci porta dalla reception una bellissima scala di ferro battuto), nell'edificio principale, quello più antico.


Dalla finestra si apre un bel panorama sui Monti Lepini.


Non posso non notare il design della camera e dell'hotel: essenziale, pulito, ispirato alla storia antica e medioevale del posto. È un sapiente mix tra tradizione e innovazione, tra semplicità rurale e raffinatezza metropolitana.


Ogni dettaglio, ogni decoro, ogni elemento è pensato, non c'è niente di troppo. I letti in ferro battuto, il cotto del pavimento, i mobili semplici in legno scuro... Tutti i materiali utilizzati come ogni arredo sono parte del territorio.




Ore 17 - visita alla spa
Piccola ed esclusiva la spa dell'hotel è immersa nel verde, sembra quasi una jungla, anche qui l'ambiente è raffinato, funzionale e piacevole.



Qui si può scegliere tra vari tipi di massaggi, ad esempio con olii essenziali o anticellulite, trattamenti personalizzati di bellezza e benessere tra cui anche il Savonage Berbero, la riflessologia plantare, il trattamento tonificante e illuminante per la pelle del viso. C'è la zona umida con la sauna, il bagno turco, le vasche calde e fredde con acqua a getto continuo. Per gli amanti del fitness ci sono delle macchine moderne della Technogym.



Decido di passare qualche minuto in sauna, poi opto per il massaggio rilassante, dopodiché una tisana corroborante nella zona sleeping. Me la sto gustando lentamente osservando dall'enorme finestra il tramonto sui Monti Lepini e sulla piscina esterna immersa nella natura. D'estate deve essere molto bello abbinare i bagni di sole al nuoto. Mi piace tutto qui, il profumo, le bellissime poltrone di pelle invecchiata e i lettini morbidissimi che ricordano le dune di sabbia morbida, la quiete, le piante che sembrano quasi tropicali.



Il tramonto piano piano avvolge tutto, il sole scende dietro la piscina, il cielo passa dal blu con spruzzi di rosa al blu notte. È ora di tornare in camera e prepararsi per la cena.


Ore 20 - cena al Cucinarium
È un ristorante classico, molto accogliente, con l'arredo che coniuga dettagli contemporanei e antichi, che propone una selezione di piatti tradizionali della zona dei Monti Lepini.



I prodotti provengono da aziende locali e sono preparati secondo le antiche ricette attualizzate secondo i gusti di oggi. Per gli amanti del pesce qui propongono ricette della tradizione marinara, con il pesce freschissimo proveniente dalla vicina Terracina.

Ordiniamo l'antipasto tradizionale per 2 persone e due primi. L'antipasto è gigantesco, ci sono voluti 2 tavoli per poter mettere tutti i piatti! C'era di tutto: caponata, prosciutto, lardo, salame, zucchine e zucca fritte, gâteau di patate, tortini, focaccia, mozzarella, ricotta.


I primi sono tagliolini alla gorgonzola e pistacchi e mezze lune con provolone e melanzane, la pasta è fatta in casa. Tutto accompagnato da ottimo vino locale, il Nero Buono.

Sabato:
Ore 9 - breakfast
È una bellissima mattina di sole, fa caldo, così facciamo colazione in giardino. La proposta è davvero impressionante, ci sono almeno 6-7 tipi di torte fatte in casa, pane ancora caldo, formaggi freschi e leggeri, cereali, marmellate di frutta raccolta nei giardini di Foro Appio.


Ore 10 - partenza per una gita nella zona
Nel medioevo la via Appia fu dismessa per la più agevole via Pedemontana, che le corre parallela su una quota più alta, e che vede sul suo percorso la nascita di borghi bellissimi e ricchi di arte e storia, ancora perfettamente conservati. Così decidiamo di fare un giro per visitarne alcuni.

Cominciamo dal Giardino di Ninfa, un vero gioiello della zona, definito uno dei più bei giardini romantici del mondo, presenta un'infinità di piante, essenze e fiori provenienti da ogni parte del mondo.


È talmente variegato che in ogni stagione c'è qualche fioritura o curiosità da vedere. Iniziato nel 1921 da Gelasio Caetani sulle rovine medioevali di Ninfa, che si intravedono ancora oggi tra le piante, e ampliato da sua madre, l'inglese Ada Wilbraham, sua cognata l'americana Marguerite Chapin e sua nipote Lelia Caetani.




C'è tanta bellezza, pace e armonia qui! Da ricordare che il giardino è aperto solo in alcune date, quindi è necessario prenotare la visita guidata.


Dopo il Giardino di Ninfa proseguiamo verso l'antica città di Norba, situata a 400 metri di altezza, proprio sopra Ninfa.


Da qui si apre una vista mozzafiato su tutta la pianura fino al mare e le isole Pontine (Ventotene, Ponza, Palmarola, Zannone).



Una volta Norba era una città importante, popolata dai latini. Nel V secolo secolo è diventata colonia romana. Oggi Norba è uno spettacolare sito archeologico, molto grande (e c'è ancora tanto da scavare) e perfettamente conservato. Una curiosità: in una giornata ventosa si possono incontrare tantissimi parapendisti da tutto il mondo che si lanciano da qui.




Passiamo per pranzo a Norma, ci fermiamo per uno spuntino da "Antichi sapori" (via del Corso, 10), dove ordiniamo una frittata con salvia e tartufo, pecorino alla piastra e prosciutto e poi proseguiamo verso Sermoneta dove ci aspetta una visita al Castello di Sermoneta.


Questo castello era costruito per volere della famiglia degli Annibaldi, agli inizi dell'200 e successivamente ceduto ad altre famiglie, tra cui Caetani e Borgia. È uno dei più bei castelli medievali, proprio come te lo immagini: con le mura larghissime, finestre gotiche, sale da pranzo decorate da scudi e trofei di caccia, stanze con camini, stalla, passaggio segreto, un bel cortile.




È molto interessante quello che racconta la guida, solo che ad un certo punto inizia a diluviare e allora la visita improvvisamente si trasforma in una gara di sopravvivenza perché ci sono dei passaggi all'aperto e non abbiamo né ombrelli né impermeabili. Quindi dobbiamo correre e ovviamente ci inzuppiamo d'acqua. All'inizio sento un forte disagio, l'acqua entra nelle scarpe, scivola lungo la schiena, appesantisce i jeans. Ma poi inaspettatamente, correndo sotto la pioggia, completamente bagnata, mi arriva addosso una gioia pazzesca, senza motivo, come quando ero bambina e adoravo la pioggia e le pozzanghere. La bellezza delle cose semplici e spontanee.

La pioggia non smette e a questo punto decidiamo di tornare in hotel. Ma ci sono ancora tante altre mete nel raggio di pochi chilometri da Foro Appio, tra cui l'Abbazia di Valvisciolo, il Borgo di Fossanova, Fogliano, Sperlonga, Terracina...

Ore 18 - ritorno in hotel
Un bicchiere di brandy al bar per scaldarsi, una vasca idromassaggio nella camera e un po' di relax prima della cena.


Ore 20.30 - cena alla Fraschetta d'Orazio
Ancora un ristorante dell'hotel, ma più informale, è una moderna versione delle tradizionali fraschette locali. Devo dire che è proprio perfetto per una giornata di pioggia, con il fuoco vivo che scalda corpo e anima.


Qui ci offrono cibo rustico, semplice, genuino come la zuppa di fagioli, la bazzoffia, pizza rossa e bianca alla teglia cotta al forno, affettati, formaggio di capra, fagioli, salsiccia alla brace, vino di casa, caffè in moca alla brace e biscotti secchi sezzesi.



All'inizio la famiglia che gestisce il posto sta in disparte, ma dopo un po' siamo tutti meno tesi e allora facciamo una bella chiacchierata, ci raccontano della loro vita, della zona, delle feste locali, di cavalli ed escursioni, di boschi, cielo e stelle. Finiamo tardi, usciamo un po' stanchi, ma davvero rilassati e pieni di belle storie.

Domenica
Ore 9 - breakfast
Questa volta facciamo colazione nella saletta, dopo la pioggia del giorno prima l'autunno si è fatto sentire forte e chiaro, fuori ormai è troppo umido e freddo.


Ore 10 - passeggiata nel parco dell'hotel


Da un lato l'hotel è costeggiato dal fiume Cavata, che è diventato l'habitat naturale per tanti uccelli e nutrie.



È molto bello passeggiare presto la mattina lungo il fiume apprezzando il meraviglioso silenzio, il profumo delle foglie cadute, la rugiada sull'erba, pesciolini rossi nella vasca della fontanella, i Monti Lepini che spuntano tra le nuvole, il sole che cerca di passare attraverso l'aria densa appesantita dall'umidità.




L'erba è ancora verdissima, ma sugli alberi già cominciano a farsi vedere sempre più foglie gialle e rosse. In un punto ci sono delle canoe poggiate sulla terra con il fondo in su che ricordano dell'estate appena finita.


Tutto è immobile. Solo i cavalli si muovono quando ci avviciniamo, vogliono essere accarezzati.


Come alternativa alla semplice passeggiata si può praticare del trekking nei vicini Monti Lepini, le escursioni a cavallo e il rafting in canoa e catamarano sul fiume Cavata.Tutto questo si può organizzare tramite Foro Appio Mansio Hotel. 

Ore 11.30 - partenza
Ed ecco che è già arrivato il momento di partire, troppo veloce. Prima di tornare a Roma decidiamo di passare al mare, è qui vicino ed il tempo sembra clemente. La scelta di località è davvero ampia, da Nettuno, Anzio e Torre Astura a Marina di Latina, Sabaudia, Circeo. Un aperitivo e un saluto al mare che ora forse è più bello che d'estate: non c'è quasi nessuno sulla spiaggia, si può godere il sole, il rumore delle onde, il volo di gabbiani e respirare profondamente l'aria salmastra.


Ore 13 - ritorno a Roma
A quest'ora di domenica ci mettiamo circa 45 minuti, non di più. Torno a casa con tantissimi ricordi ed emozioni, era da tanto che non riposavo così bene, mi sento stanca ma allo stesso tempo piena di energie, un po' malinconica perché il weekend è finito ma determinata ad affrontare la nuova settimana piena di impegni. E poi voglio assolutamente tornare al Foro Appio e da quelle parti perché ci sono ancora tante cose da vedere.






Fotografie - Antonio De Paolis

Foro Appio Mansio Hotel - Quattro Stelle Lusso
Via Appia Est, 6 - Borgo Faiti km 72,800
04010 Latina
tel +39 0773 877434 - 874509
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