martedì 21 aprile 2015

Voodoo Jewels by Livia Lazzari

Continuando la mia ricerca di nomi nuovi e interessanti a Roma ho scoperto un brand di gioielleria molto sui generis, originale e diverso dagli altri, con un carattere deciso e forte. Si tratta di Voodoo Jewels, nato dal talento di una giovane designer, Livia Lazzari. Le sue creazioni sono riconoscibili a prima vista, hanno lo spirito un po' dark e misterioso, ma allo stesso tempo sono molto femminili, quasi fragili e estremamente contemporanei. Per scoprire di più su questi oggetti preziosi, sul brand e sulla designer ho fatto qualche domanda a Livia. 



Livia, come è nata l'idea di creare il brand Voodoo Jewels? Che cosa lo distingue dagli altri brand di gioielli?

Voodoo Jewels nasce dalla necessità di liberare il gioiello dall’accezione classica di oggetto prezioso, legata all’uso di materiali nobili e costosi. Il brand segue una visione progettuale più contemporanea in cui l’unicità risiede nella capacità creativa e produttiva, piuttosto che nella preziosità dei materiali. Proprio per questo motivo i gioielli sono realizzati in bronzo e argento, con pietre dure, pietre semipreziose e perle d’acqua dolce.

Ogni gioiello racconta in maniera esclusiva un mondo complesso e articolato. Ogni creazione, essendo realizzata a mano, è un pezzo unico ed irripetibile dotato di una forza e un carattere magico. Così raro da diventare prezioso.
Nelle culture tribali gli oggetti voodoo sono il legame tra la dimensione umana e gli spiriti della natura. Allo stesso modo le creazione Voodoo Jewels sono il tramite tra una realtà terrena e un mondo incantato fatto di spiriti e fantasmi.
Ciò che distingue Voodoo Jewels dagli altri brand di gioielli è la continua ricerca e sperimentazione di nuove forme e nuove indossabilità. Un progetto caratterizzato dall’alchimia tra atmosfere cupe e tribali, emozioni gotiche, attrazione per i riti sciamanici e forme leggere e femminili ispirate alle creazioni Liberty e Art Nouveau.

Quale sono le altre cose che La ispirano quando crea le nuove collezioni?
Lo studio e la ricerca per la creazione delle nuove collezioni parte sempre dalla natura e dai tanti mondi magici e misteriosi che la popolano.
Biofilia, la collezione Fall-Winter 2015, è ispirata ad una teoria elaborata dal biologo americano Edward Osborne Wilson che indica la predisposizone a ricercare il contatto con le forme naturali. È l’attrazione naturale degli individui della nostra specie verso le altre forme di vita. Attraverso tre capsules, Reptilia, Tropicalia e Mineralia, la collezione esplora il mondo animale, floreale e geologico, le microcategorie che costituiscono il mondo naturale a noi circostante.



Artica, la collezione Spring-Summer 2015, è un lungo viaggio nelle terre fredde e desolate, un viaggio mistico attraverso il silenzio e le geometrie irregolari delle masse ghiacciate. I gioielli di Artica prendono vita in grosse strutture, circolari ed ipnotiche, che testimoniano la fascinazione per i monili tipici delle popolazioni che abitano le zone fredde come i Sami e i Mongoli.



Infine Desertica, la Fall-Winter 2016, ispirata alle infinite distese sabbiose e alle formazioni rocciose che nascoso da esse. I gioielli rievocano nelle forme e nelle lavorazioni i suggestivi scenari desertici.

Crea su ordinazione o propone il servizio "made to measure"?
I gioielli sono realizzati solo su ordinazione in modo tale da poter soddisfare ogni desiderio dell’acquirente. I buyers dei negozi e i clienti che acquistano direttamente da me, possono esprimere le loro preferenze, scegliere combinazioni di metallo e pietre diverse da quelle proposte, ed ottenere un prodotto unico, realizzato solo per loro.


Ha mai avuto qualche brand come punto di riferimento? Segue il lavoro di altri brand di gioielli?
Nel mio lavoro non ho punti di riferimento, ma apprezzo e stimo moltissimo il lavoro di altri designer contemporanei come Bernard Delettrez, Shaun Lane e i grandi maestri del passato come Lalique e JAR.

Dove si possono acquistare le Sue collezioni?
Ho alcuni stockisti in vari paesi e città italiane. E poi attraverso grandi shop online come Luisaviaroma, Antonioli e NJAL Not Just A Label e attraverso il mio shop online, vendo e spedisco in tutto il mondo.



Qualche parola sulla Sua collaborazione con il brand Greta Boldini presentata durante Altaroma Gennaio 2015.
La collaborazione con il Greta Boldini è stata molto interessante e stimolante. Ho cercato un modo per interpretare attraverso il mio stile forte e aggressivo la loro visione della donna, molto elegante e sensuale. 
Il risultato è stato ottimo, soprattutto perché entrambi abbiamo al centro della nostra produzione la ricerca e l’artigianalità, ma li interpretiamo con un mood completamente diverso.

I Suoi prossimi progetti?
I progetti futuri sono numerosi: a maggio Voodoo Jewels parteciperà ad “Origin, Passion and Beliefs”, una fiera organizzata in collaborazione con “Not Just A Label” e “VicenzaOro”, a giugno aprirò il laboratorio aperto al pubblico e durante l’estate mi dedicherò alla collezione Spring-Summer 2016.

È difficile lavorare in Italia e in particolare a Roma? Che cosa ne pensa del futuro della moda a Roma?
Essere un giovane creativo in Italia è molto complicato, quasi impossibile. È un lusso destinato solo a chi è sostenuto e aiutato dalla famiglia. La politica oggi ignora completamente le potenzialità della nuova classe imprenditoriale e ci schiaccia con la tassazione e la burocrazia. Si parla sempre di finanziamenti all’imprenditoria femminile o giovanile ma per la maggior parte delle volte sono solo promesse da campagna elettorale.
Lavorare a Roma è complicato ma non impossibile. I social network abbattono i limiti geografici della comunicazione, e se il prodotto è valido arriva ovunque. Bisogna lavorare duro e con estrema costanza. In ogni caso, anche se Milano è una città che offre molte più possibilità in termini di contatti e strutture, Roma è una città creativamente libera, slegata dalla moda mainstream, dove abbiamo la libertà di sperimentare. Se noi creativi romani fossimo un po’ più testardi e determinati, e sostenuti dalla politica, potremmo fare tanto.


Qualche parola su di se, Livia.
Ho cominciato il mio percorso diplomandomi in design del gioiello allo IED, l’Istituto Europeo di Design. Durante gli anni dello IED ho arricchito la mia formazione con numerose esperienze professionali tra cui uno stage nella boutique di Saint-Germain-des-Prés, della stilista coreana Kim Bernardin, e un corso di modellazione 3D presso il Learning Institute di Massoni, la storica gioielleria romana. Ho frequentato numerosi corsi alla Central Saint Martins di Londra tra cui “Intermediate jewellery making” e “Design​ and Illustration ​for jewellery” con l’affermata designer inglese Hannah Martin.
Terminato uno stage presso “Nanis, fine Italian jewels”​ come jewellery designer, ho deciso di concentrarsi sullo sviluppo di un progetto personale: il brand Voodoo Jewels.

Il Suo rapporto con Roma?
Il mio rapporto con Roma è controverso, da una parte mi regala grandi momenti di serenità, con i suoi scorci storici, i tramonti e i viali alberati, adoro camminare tra i viali del giardino botanico, dall’altra è una città caotica e disordinata in cui è molto difficile vivere ed organizzare il proprio lavoro, quindi la amo e la odio.



Fotografie per gentile concessione di Voodoo Jewels, fotografo - Martina Scorcucchi

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