lunedì 13 aprile 2015

Pallini festeggia i suoi "primi" 140 anni

Si sa che gli italiani amano il vino. È senza dubbio la bevanda numero uno. Tutto il resto va in secondo piano. Perciò si può immaginare quante sfide deve superare una azienda che non produce vino, ma liquori, digestivi e sciroppi, per arrivare a festeggiare i 140 anni di attività segnati da successi. Parliamo di Pallini, una tra le più antiche e rappresentative aziende romane.




Fondata nel 1875 ad Antrodoco, un piccolo centro al confine tra Lazio e Abruzzo, da Nicola Pallini, negli anni '20 l'azienda viene trasferita a Roma dal figlio Virgilio Pallini. L'incontro con un nobile russo in fuga dalla rivoluzione e con la passione della chimica portò alla nascita nel cuore di Roma nei pressi del Pantheon della distilleria nella quale verrà continuata e perfezionata l'esperienza di papà Nicola. Negli anni '60 gli impianti vengono trasferiti in un nuovo e modernissimo stabilimento sulla via Tiburtina, attuale sede dell'azienda che permette di dare l'avvio all'esportazione.




Nel 1973 Virgilio Pallini jr della quarta generazione della famiglia si coinvolge nella gestione della distilleria e lavora instancabilmente alla crescita dell'azienda. Nel 2001 la tradizione di famiglia continua e si rinnova: una rappresentante della quinta generazione, Micaela Pallini, si unisce all'azienda dopo aver ottenuto il dottorato in Chimica presso l'Università di Roma "Tor Vergata". Ora lei è vice-presidente e amministratrice, mentre suo papà Virgilio è il presidente onorario.




Ed è proprio Micaela che ci accompagna nel tour all'interno della fabbrica parlando dei loro grandi classici e delle novità, raccontando tanti fatti e storie, mostrando la produzione e i vari reparti rispondendo poi a tutte le domande. Così scopriamo che oggi in azienda lavorano una trentina di persone. Il loro assortimento cambia spesso perché dipende dalle richieste del mercato, ma anche dalle regole e leggi che riguardano le bevande alcoliche. Circa 85% della produzione va per l'esportazione, prima di tutto negli Stati Uniti. Con la Russia fino a poco tempo fa gli affari andavano bene, ma le difficoltà degli ultimi mesi (crollo del rublo, le tensioni a causa delle sanzioni alimentari) hanno compromesso il rapporto. Non manca qualche critica, ad esempio, secondo Micaela alle compagnie italiane manca il sistema e l'unità nel pubblicizzare e distribuire i loro prodotti, sopratutto all'estero.









Ma torniamo all'essenziale, a quello che ha reso Pallini celebre. Tra i loro grandi classici ci sono il Limoncello Pallini, Mistrà, Gran Caffè, Maraschino, Sambuca 313, Ferrochina Baliva.


La particolarità del loro Limoncello sono i limoni della Costa d'Amalfi IGP coltivati con metodi tradizionali e raccolti a mano sulle terrazze della Costiera Amalfitana. All'infuso di scorze dei limoni vengono aggiunti gli oli essenziali che esaltano i profumi ed il gusto naturale del prodotto. 




Il Gran Caffè Pallini è prodotto ancora oggi secondo la ricetta del fondatore Nicola Pallini sviluppata oltre 135 anni fa. Da sempre viene utilizzata la miscela di uno storico torrefattore romano, sviluppata in esclusiva per casa Pallini. Niente aggiunta di aromi e coloranti artificiali.
La Sambuca 313 è stata creata per celebrare i 135 anni di attività dell'azienda. Unisce le caratteristiche della Sambuca classica con l'aggiunta di distillati purissimi di Anice Badiana impreziositi da note di Sambuco, Cardamomo e Cannella. 313 sono i passi che separavano la distilleria nel centro di Roma dal Pantheon. 
Ferrochina Baliva, il liquore amaro delicatamente alcolico e saggiamente dosato nelle sue proprietà, è nata dalla ricetta del Dott. Ernesto Baliva del 1894, è un infuso a base di corteccia di china, anche genziana, arancio amaro e altre piante meno note come il condurango o il quassio arricchito dalle virtù del ferro (il citrato di ferro) che consente un maggiore assorbimento del ferro dall'organismo. Ha un sapore distintivo, forte e amaro per chi desidera qualcosa di più da un digestivo.


Pallini produce un ampio assortimento di sciroppi utilizzando ingredienti di prima qualità con esclusivo impiego di succhi di frutta, aromi naturali, senza nessun conservante, privi di glutine. Sono ottimi e dissetanti con acqua e ghiaccio, ideali per preparare le migliori granite dell'estate, cocktail e long drink e come condimento di gustose macedonie, coppe gelato e dessert. Ecco alcuni dei gusti: latte di mandorle, melone, liquirizia, mandarino, cocco, in totale una trentina di gusti. Tra le novità - sciroppo al gusto di fiori di sambuco la cui peculiarità è un sapore morbido e delicato utile per aromatizzare cocktail famosi e di tendenza come lo Hugo: aperitivo leggermente alcolico, originario dell'Alto Adige, ma diffuso in Triveneto, Austria e Germania, a base di prosecco e sciroppo di fiori di sambuco.

Infine alcune ricette suggerite da Pallini:

Mistrà Pink
In un bicchiere Tumbler mescolare 1/3 di Mistrà Pallini, 2/3 di Schweppes al pompelmo rosa, 5-6 cubetti di ghiaccio. Guarnire con fettina di pompelmo.

Hugo a base di sciroppo Pallini ai fiori di sambuco
Preparare 6 cl di prosecco, 6 cl di seltz, 3 cl di sciroppo di fiori di sambuco Pallini, foglie di menta. Gli ingredienti vanno versati direttamente nel bicchiere, preferibilmente un calice, assieme ad alcuni cubetti di ghiaccio.

Negroni con Ferrochina Baliva
Raffreddare un Old fashioned con ghiaccio, una volta freddo scolare l'acqua con uno strainer; altrimenti preparare il drink direttamente nel bicchiere "on the rocks" versando 3 cl di London dry gin, 3 cl di bitter Campari e 3 cl di Ferrochina Baliva. Quindi mescolare delicatamente con un bar spoon. Completare con una mezza fetta (o scorza strizzata) di arancia. Servire senza cannuccia. 

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Fotografie dall'archivio Pallini per gentile concessione dell'ufficio stampa Pallini
Fotografie - Antonio De Paolis

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