giovedì 8 gennaio 2015

La mostra "American Chronicles: the Art of Norman Rockwell"

In questo mese di gennaio consiglio a tutti di visitare la bellissima mostra "American Chronicles: the Art of Norman Rockwell".


Io personalmente ho scoperto Norman Rockwell qualche anno fa quando ho trovato a casa un album dedicato a questo artista americano, acquistato da mio marito. Mi ha raccontato che era uno dei suoi illustratori preferiti. Avendo sfogliato l'album ho capito che sarebbe diventato tale anche per me. Rockwell raccontava attraverso i propri disegni la vita quotidiana di semplici americani, il loro sogno americano, facendolo con leggerezza e amore.



Ed ecco che arriva una bella notizia: la mostra di Rockwell a Roma! Ovviamente non potevo non visitarla. È la prima retrospettiva completa dell'artista in Italia che ricostruisce il suo processo creativo. I dipinti ad olio originali sono affiancati dalle fotografie, disegni e lettere. Un'attenzione particolare va alla raccolta completa delle sue copertine per The Saturday Evening Post realizzate tra il 1916 e il 1963, che lo hanno reso celebre in tutto il mondo.


Nei lavori di Rockwell colpisce la quotidianità delle scene rappresentate e la sua capacità di vedere nelle cose, nei gesti ed eventi più semplici qualcosa di particolare. I quadri di Rockwell sono delle vere e proprie fotografie, dipinte con olio sul tela, con molta attenzione ai dettagli. Mi ricordano le fotografie in bianco-nero di Elliott Erwitt, sono delle piccole storie, spesso con dei cani e bambini come i protagonisti. Infatti, spesso Rockwell faceva prima delle fotografie ai modelli, documentando così la loro mimica e gestualità, e solo dopo li dipingeva.

Certo, i quadri e i disegni di Rockwell spesso sono una visione romantica e un pò naif della realtà. Ma non dobbiamo dimenticare che lui lavorava in periodi difficili, prima la Grande Depressione, poi la Seconda Guerra Mondiale. Ed i suoi quadri aiutavano a superare tutte le difficoltà di quegli anni. La cordialità, la positività, il calore che traspaiono dai suoi disegni, aiutavano e davano sostegno, lasciando il sorriso ed una sensazione di leggerezza. E probabilmente è proprio questo di cui abbiamo bisogno tutti noi anche oggi.


Fino al 8 febbraio 2015
Fondazione Roma Museo - Palazzo Sciarra
Via Marco Minghetti, 22 ang. via del Corso

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