martedì 30 settembre 2014

Anticorpi 4.0 Festival di teatro di integrazione sociale

Il Festival di teatro di integrazione sociale Anticorpi 4.0 giunge quest’anno alla sua IV edizione e propone un programma ricco di appuntamenti con spettacoli, mostre e workshop gratuiti. Il Festival ha come intento principale quello di raccogliere diverse realtà teatrali che operano in ambito sociale per creare uno spazio di conoscenza e di comunicazione tra gruppi e operatori teatrali e favorire scambi di idee mettendo in rete organizzazioni diverse. Il Festival Anticorpi 4.0 apre il sipario sulla diversità per scoprirne la bellezza e il potenziale creativo, per offrire al pubblico nuovi sguardi e riflessioni attraverso la luce e il fascino del teatro.


Sono tre gli spettacoli ospitati dal Teatro Biblioteca Quarticciolo di Roma (via Ostuni, 8) nelle serate del 1, 2 e 3 ottobre 2014 alle ore 21.00. Si inizia mercoledì 1 ottobre con il Centro Aggregativo MaTeMù (CIES) che porta in scena "Nella Tempesta" (da William Shakespeare) con l’adattamento e la regia di Gabriele Linari. Giovedì 2 arriva da Bolzano sul palco romano il Teatro la Ribalta con lo spettacolo "Personaggi", liberamente ispirato a "Sei personaggi in cerca d'autore" di Luigi Pirandello, la regia è di Antonio Viganò. A chiudere questa tre giorni dedicata al teatro di integrazione sociale c’è Teatro Buffo con "L’Assenza", un lavoro del regista Davide Marzattinocci in programma venerdì 3 ottobre. Il biglietto per ciascuno spettacolo ha un costo di 5.00 euro.

Nei giorni del Festival è possibile visitare gratuitamente la mostra "Sinestesie", allestita nel foyer del Teatro Biblioteca Quarticciolo. L’esposizione raccoglie le immagini scattate da Jessica Tosi durante i laboratori di due gruppi di teatro integrato di Roma: “Paradosso 38” e “Il Casaletto”. Ad accompagnare "Sinestesie" ci sono gli “Scatti Fuori Posto” del fotografo Fausto Podavini che raccontano le emozioni e le storie di Fuori Posto-Festival di Teatri al limite.

Negli stessi giorni, dalle ore 10.00 alle 13.00, si terranno dei workshop di formazione sui temi del teatro, della danza e della musica negli spazi del Teatro di Villa Torlonia. Mercoledì 1 ottobre Valter Dadone conduce il laboratorio "Play il gioco del suono". Mentre giovedì 2 ottobre Emilia Martinelli presenta un percorso di lavoro dal titolo "Danceability pure noi". Infine venerdì 3 si tiene l’ultimo workshop di teatro "Corpo poetico-Attori/di/versi" a cura di Antonio Viganò. L’ingresso ai laboratori è gratuito, ma occorre prenotarsi inviando una mail all’indirizzo info@anticorpi-online.it


Info e prenotazioni: 320 9347656 - 349 2210769 - info@anticorpi-online.it
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mercoledì 24 settembre 2014

Fashion jewelry Toi et Moi: mondo di sogni e fantasia

Quando ho incontrato Mara De Longis per la prima volta, non potevo immaginare quanto è poliedrica e creativa. Durante quella nostra prima conversazione è emerso che a parte insegnare e dirigere lo IED Roma Moda Mara gestisce anche il proprio brand di fashion jewelry Toi et Moi. Più tardi, durante la settimana dell’alta moda a Roma in luglio c’è stata la presentazione "PASsage" nell’ambito della quale è stata presentata la nuova collezione di Toi et Moi, che ha lasciato un forte impatto. Mi ha ricordato la favola dell’uccello fantasmagorico nel bosco magico. Proprio in quella occasione ho deciso di incontrarmi di nuovo con Mara e parlare con lei, questa volta proprio di questo suo progetto personale. Così è nata questa intervista.


Come e quando è nato il brand Toi et Moi?
La volontà di creare un prodotto tutto mio è nata nel 2008. In qualche modo sono stata spinta a questa decisione da mio marito, all’epoca mio fidanzato, che tra l’altro non ha niente a che fare con la moda. Fare qualcosa di mio sembrava un sogno irrealizzabile, invece lui continuò ad insistere su questa cosa e ad un certo punto l’ho preso sul serio.

Ci sono voluti 2 anni per elaborare questa idea e prodotto. Gli obiettivi che mi ero data erano da subito importanti, avevo deciso che volevo esporre a Parigi a Premiere Classe, la fiera più importante dell’accessorio. Entrare in Premiere Classe non è affatto semplice, quindi in qualche modo ho cercato anche dei compromessi. Quindi nel 2010 ho partecipato al Premiere Classe a Dubai. Poi ho fatto qualche altra fiera incluso Tranoï a Parigi, un altro riferimento importante sia per i buyers che per gli espositori. Entrarci non è stato facile, ma alla fine ce l’ho fatta. Ora Parigi continua ad essere una piazza importante per me, li esponiamo due volte l’anno e mi permette di trovare i buyers competenti.

Quindi la scelta del nome francese è dettata da questa impostazione?
In qualche modo sì. Ma in realtà c’è anche una parte romantica. Quando io e mio marito abbiamo parlato seriamente dell’idea di lanciare un mio proprio brand, eravamo a Parigi. Ad un certo punto stavamo discutendo su come chiamare il brand. E stavamo di fronte ad un negozio di souvenir, che aveva delle tazze su cui era scritto Toi et Moi. A quel punto la decisione era presa.

Per me le cose importanti sono quelle che si costruiscono insieme, al compagno di vita o ad un collega o ad un amico. Per me funziona sempre il lavoro di gruppo. Il progetto non è mai soltanto mio. É mio con un insieme di altre cose che funzionano bene. E mi piace molto che nel nome del brand ci siano due entità diverse che unite danno poi vita ad una cosa unica. É un po' come un figlio. In questo nome mi piace tutto, il suono, il concetto, in qualche modo è anche un omaggio a mio marito.

In che cosa si distingue Toi et Moi dagli altri brand del fashion jewelry?
Io guardo molto quello che c’è in giro, sono molto attenta a tutto quello che il mercato offre, dal più economico a quello del lusso. Ci sono tante belle cose, non penso che il mio prodotto è più bello degli altri, anche perché parliamo di una cosa molto soggettiva. Credo però che il valore aggiunto del mio gioiello è quel qualcosa che dà una specie di allure a tutto il resto, all’abito, al look. Spesso lo capisci solo quando te lo togli e allora sembra di rimanere spogliato, nudo.


Infatti dico sempre che le persone devono indossare i gioielli per capire la differenza, per capire come si vedono diverse con quello o quell'altro gioiello. Tanta gente quando li vede in foto dice “No, io non metterei mai una cosa del genere!” come se quello dovesse essere indossato solo sul red carpet. Invece no! Bisogna provarli, per vedere la sensazione che suscitano. Ecco, vorrei trasmettere innanzitutto una sensazione. La sensazione di trovarsi nell’ambiente onirico e surreale, in un’altra dimensione. Che ti fa sentire un po' al di fuori del contesto in cui stai, ti fa sentire diversa e comunque unica. La sensazione di vedersi in un modo diverso perché ti fa scoprire anche i lati o desideri propri di cui non ti sospettavi nemmeno. Pensi di non poter indossare quella cosa, invece ti senti speciale quando la indossi. Ecco, vorrei regalare questa sensazione.

Che cosa c’è nell’assortimento di Toi et Moi?
Cerchiamo di dare una scelta al nostro cliente che possa spaziare da un pezzo più importante ad un pezzo più contenuto. Nelle nostre collezioni ci sono collane innanzitutto, ma anche orecchini, bracciali e anelli. Facciamo anche ogni stagione cerchietti per i cappelli e la mollettina. Ma è la collana l’elemento più importante, proprio perché mi piace la parte del corpo che la collana veste, trovo un completamento dell’immagine il collo adornato.

In questo momento stiamo puntando tantissimo su un nostro prodotto, molto Toi et Moi, è un colletto di camicia con una collana attaccata che viene venduto così, come se fosse un’unica entità. In realtà sono due elementi differenti, staccabili. Per me la cosa fondamentale è creare un prodotto che sia l’unione di idee diverse, di elementi diversi.


La fascia dei prezzi?
Ad esempio, il nostro bestseller, il colletto, nella versione basic va dai 280 euro ai 350 euro. Poi abbiamo dei pezzi immagine, sempre collane, che possono andare in vendita a 500-600, anche 700 euro. Per gli orecchini si parte dai 120 euro.

Pensate di sviluppare gli altri accessori come borse, scarpe?
Sì, assolutamente sì. Al di là del fatto che ho una grande passione per la pelletteria, il nostro prossimo obiettivo è quello di lavorare su una borsa che sia una borsa-gioiello, una borsa con le caratteristiche di Toi et Moi.

Parliamo della vostra produzione.
La parte di creazione del prodotto è una cosa che faccio io personalmente, il bijoux in se lo creo io. La produzione viene fatta in Italia in un laboratorio a Bologna che ho conosciuto per caso a Parigi durante una fiera. Tutto è handmade, fatto a mano. Ci siamo trovati da subito in sintonia. L’artigiano che mi fa le cose le fa come fossero le sue. Il rapporto che abbiamo instaurato con lui è un rapporto di scambio reciproco, per cui lui sa che è importante anche la sua opinione. Quindi lui mi da suggerimenti, cerchiamo delle soluzioni insieme. É importante che la persona che interviene nel progetto abbia la consapevolezza che il suo punto di vista è fondamentale. Perchè qualunque risultato raggiungiamo è il risultato del lavorare insieme che corrisponde al concetto di Toi et Moi e della mia idea dell’etica nel lavoro.

Avere un confronto e un rapporto con le persone con cui lavoro, dall’artigiano all’ufficio stampa al commerciale per me è fondamentale. Le persone con cui lavoro credono nel progetto, credono con passione perché lo vivono un po' come una favola in cui credere e alla fine diventa una passione per tutti e non un semplice lavoro meccanico. E quando riesco a trovare questa sintonia con le persone allora scatta la magia e posso già dire che ho raggiunto l’obiettivo. Perchè vuol dire che sono riuscita a far appassionare la persona alla mia storia, a trasmetterla, a dare il giusto senso al lavoro.

Mi proponevano anche la produzione all’estero, per risparmiare sul costo del lavoro, sulla materia prima. Io preferisco non rinunciare alla qualità della materia prima e della lavorazione, anche se questo significa vendere il prodotto al prezzo più alto. Il fatto che siamo riusciti a fidelizzare dei clienti vuol dire che il prodotto ha un buon riscontro all’esterno e per il cliente siamo affidabili. Per me l’affidabilità dell’azienda è fondamentale. Voglio dare al mio cliente un servizio di alto livello che si esprime nella qualità del prodotto, negli assortimenti, nella consegna delle produzioni, nella serietà dei rapporti che devono andare al di là dell’oggetto in se, del fatto compra-vendita. Questo è senza dubbio un valore aggiunto.



Ogni volta che consegniamo le nostre produzioni ai retailers scrivo personalmente una lettera al cliente per ringraziarlo per dei prodotti che ha scelto, allegando magari un piccolo cadeaux, come il catalogo o l’anteprima sulla nuova collezione. Sono piccoli gesti che fanno la differenza. Mi piacerebbe riuscire a fare questo anche con i clienti finali, anche se non è facile visto tutti i passaggi che ci dividono. É chiaro che la collana Toi et Moi non è una cosa indispensabile, senza la quale non potremo vivere, chi la compra compra sopratutto le emozioni, le sensazioni, l’esperienza. Il mio obiettivo è far arrivare tutto questo fino al cliente finale.

Ogni tanto fa anche delle collaborazioni.
Sì, le collaborazioni sono l'unione di due elementi diversi. Ho sempre bisogno di un intervento dell’altro che ha un occhio un po' diverso dal mio e dal mondo della moda. Ad esempio, abbiamo fatto una collaborazione con un’artista rumena, Corina Cohal che ha interpretato Toi et Moi con disegni inclusi poi nel video “Imaginarium” che racconta una storia animata creato dal regista Massimo Ferrari incluso nel programma ASVOFF.

Posso svelare che c’è work in progress con Carola Roma, vogliamo creare una borsa che sta un po' a metà tra Toi et Moi e Carola Roma.

Parliamo invece delle Sue ispirazioni. Come crea le collezioni?
Faccio due collezioni stagionali l’anno e le presento nel periodo delle settimane della moda prêt-à-porter donna. E poi c’è anche la parte continuativa, che si è creata nel tempo. Abbiamo 3 articoli continuativi che portiamo avanti fin dall’inizio, che in realtà sono i più venduti. Ogni stagione cerchiamo di dare una versione un po' innovativa, magari in un colore diverso.


Quasi sempre mi riferisco ad una visione dell’oggetto che rimane nell’ambito del art deco. Un po' come linee, un po' per trasporto e gusto personale mi rendo conto che sono sempre orientata in quella direzione, anche involontariamente, anche quando provo a metterci qualche altra contaminazione, comunque torno sempre lì, su quelle forme, su quelle linee, è inevitabile. Forse questo è legato ad un fatto personale: una nostra grande amica di famiglia a cui ero molto legata, passava molto tempo a Parigi e aveva una galleria d’arte. In qualche modo sono stata trasportata in questo mondo e secondo me questa cosa me la porto dentro, ritorno sempre a quel mondo lì.

Mi rendo conto che quello che cerco di mettere nei gioielli, comunque nelle creazioni è sempre un immaginario del mondo che mi porto dietro, il mondo un po' al limite tra il surreale e l’onirico, un po' fantastico. Per me il gioiello è un po' come per le bambine che si mettono tutti i gioielli della mamma addosso. Il gioiello deve sempre far sognare. Coco Chanel diceva che “L’illusione è la cosa che conta”. Difficilmente il mio bijoux è un filo o una catena semplice, c’è sempre un elemento, un animale, una piuma, un elemento che ti riporta ad un concetto fantastico.


Il mio interno è un insieme di tutte cose che accadono fuori e che mi girano intorno: film, spettacoli, mostre, si elaborano dentro di me. Ci sono delle cose che trovo folgoranti, ad esempio ho visto “Gran Budapest Hotel” di recente, mi è piaciuto tantissimo! La costumista Milena Canonero è geniale! C’è una sensazione di colori, di immagini che sicuramente sono rimasti dentro di me e poi magari un giorno si esprimeranno in qualcosa di nuovo. Ci sono tanti componenti che in qualche modo vengono elaborati e poi cerco di tirarli fuori e di trasmetterli.

Ha una musa?
Mia nonna. Era una figura di riferimento per me perché sono cresciuta anche con lei. Quando io penso ad una donna penso a lei. Nella mia famiglia le donne hanno avuto un ruolo chiave, anche nella mia crescita. Un po' come in tutte le famiglie. Sono loro le mie muse. Donne intelligenti, che hanno studiato, lavorato, hanno ricercato una loro identità. Donne che hanno avuto coraggio quando c’era la guerra e fame.

Riconosco la loro forza, il coraggio di credere nelle cose, di avere delle proprie idee, di strutturarsi come le persone in un momento difficile. Il loro insegnamento è di essere una persona onesta, corretta, nel studiare, lavorare e dare il giusto valore al lavoro degli altri, riconoscere dignità al lavoro. Insomma, sono molto legata alla mia famiglia, riconosco grandissima ricchezza in loro, nell’educazione che mi hanno dato.

C’è qualche personaggio famoso che potrebbe diventare testimonial di Toi et Moi?
No, perché non mi piace identificare il prodotto con un’immagine o una persona precisa. Un pezzo di Toi et Moi lo può indossare la ragazza di 20 anni, la blogger che ne avrà 25 come una signora un po' adulta. Secondo me l’aspetto interessante è proprio che lo stesso oggetto su persone diverse con età diverse assume anche il valore diverso, come se in qualche modo rispecchiasse la personalità della persona che lo indossa.

Infine, dove si possono acquistare i prodotti Toi et Moi?
Siamo presenti all’estero in Giappone, Cina, Taiwan, Paesi Arabi, Hong Kong, USA, Russia. Non ho partnerships esclusive e sono sempre aperta ai contatti nuovi. In Italia non vendo in retail, ma siamo presenti su due piattaforme di vendita on-line lacrom, runway2street, birikbutik. Nei nostri progetti c’è anche l’apertura dell’e-shop sul nostro sito. Penso che sia il futuro e anche un servizio importante.

Fotografie per gentile concessione di Toi et Moi

Бижутерия Toi et Moi: мир снов и фантазии

Когда я впервые встретилась с Марой Де Лонджис, я и не подозревала, что она такой многоплановый, разносторонний, творческий человек. Во время нашего тогдашнего первого разговора выяснилось, что Мара помимо преподавания и управления факультетом моды в IED в Риме, еще и занимается собственным брендом fashion jewelry Toi et Moi. И уже тогда этот факт заинтересовал меня. Чуть позже, во время июльской недели моды в Риме состоялась презентация "PASsage", в рамках которой была представлена новая коллекция Toi et Moi, которая оставила необычайное впечатление. Это было похоже на сказку о жар-птице в волшебном лесу. Тогда-то я и решила снова встретиться с Марой и поговорить, на этот раз именно об этом ее "детище". Так родилось это новое интервью.


Когда и как появился бренд Toi et Moi?
Желание создать что-то мое личное появилось в 2008 году. В какой-то степени к этому решению меня подтолкнул муж, в то время мой жених, который, кстати говоря, не имеет ничего общего с модой. Создание собственного бренда казалось мне неосуществимым сном, но он продолжал настаивать на этой идее, и в итоге я решилась.

Потребовались еще два года, чтобы воплотить идею в реальность. Задачи, которые я перед собой поставила, с самого начала были нацелены на максимум. Я хотела участвовать в выставке-ярмарке Premiere Classe в Париже, наиболее важной выставке аксессуаров. Попасть в число участников Premiere Classe очень сложно, поэтому я попыталась найти компромисс и в 2010 году приняла участие в выставке Premiere Classe в Дубаи. Затем я приняла участие еще в нескольких выставках, в том числе Tranoï в Париже, еще одна важная ярмарка как для байеров, так и для участников. Попасть в число ее участников тоже было нелегко, но в конце концов я этого добилась. Сегодня Париж остается для меня важным рынком, я дважды в год принимаю участие в его ярмарках и это позволяет мне находить компетентных байеров.

Значит, выбор французского названия продиктован именно этой связью с Парижем?
В какой-то степени да. Но у этого названия есть и романтическая сторона. Когда я и мой муж обсуждали идею запуска собственного бренда, мы как раз были в Париже. В какой-то момент мы рассуждали о названии, стоя перед витриной магазинчика сувениров, в которой были выставлены чашки с надписью Toi et Moi. В тот момент вопрос был решен.

Для меня важными являются те вещи, которые создаются вместе, со спутником жизни, с коллегами, с друзьями. Группа, коллектив, вот, что работает, на мой взгляд. Проект никогда не был только моим. Он мой вместе с другими маленькими вкладами, которые принимают в нем участие. И мне очень нравится, что в названии бренда присутствуют два элемента, которые, объединившись, дают начало чему-то единому. Похоже на рождение ребенка. В нашем название мне нравится все, его звучание, его идея, и в какой-то мере это и дань моему мужу.

Чем отличается Toi et Moi от других fashion jewelry брендов?
Я очень внимательно отношусь ко всему, что сегодня предлагает рынок, от самых экономичных до люксовых товаров. И вижу много замечательных идей и вещей. Не думаю, что мои украшения лучше других, тем более, что речь идет об очень субъективной материи. Но думаю, что особенностью моих изделий является то нечто, что придает шарм всему образу и наряду. Часто это понимаешь только, когда снимаешь мои украшения, и возникает ощущение, что чего-то не хватает.


Я всегда повторяю, что необходимо примерять украшения, чтобы почувствовать разницу. Многие, когда видят некоторые украшения на фотографии, восклицают: "Я бы никогда не одела это!", как будто бы эта вещь создана только для красной дорожки. Но это вовсе не так! Необходимо примерить их, чтобы почувствовать эмоции, которые они вызывают. Вот, я бы хотела в первую очередь передавать эмоции. Ощущение, будто находишься в волшебном, сюрреальном мире, в другом измерении. Где ты чувствуешь себя оторванной от реальности, ни на кого не похожей. Чувствуешь себя другой, потому что это позволяет открыть в себе те стороны и желания, о которых ты сама и не подозревала. Думаешь, что никогда бы не одела эту вещь, а оказывается она позволяет чувствовать себя в ней особенной. Именно эти ощущения мне хотелось бы дарить моим покупательницам.

Что входит в ассортимент Toi et Moi?
Мы стараемся предложить нашим клиентам разнообразие, от очень сложных вещей до самых простых. В наших коллекциях в первую очередь представлены ожерелья и колье, а также серьги, браслеты и кольца. Каждый сезон мы также создаем ободки для волос и заколки. Но ожерелье было и остается главным элементом наших коллекций, еще и потому, что мне нравится та часть тела, которую украшает ожерелье. Подчеркнутая и украшенная шея, на мой взгляд, дополняет весь образ.

Сейчас мы делаем особую ставку на одно наше изделие, полностью передающее дух Toi et Moi, это воротничок рубашки с прикрепленным к нему ожерельем. Это продается как единое целое, но на самом деле оно состоит из двух элементов, которые открепляются друг от друга. Для меня очень важно создавать вещь, являющую собой союз двух разных идей, двух разных элементов.


Каковы цены на ваши товары?
К примеру, наш бестселлер, "воротничок", в своей базовой версии стоит от 280 до 350 евро. Конечно, есть так называемые знаковые колье, они могут стоить от 500 до 700 евро. На серьги цены от 120 евро.

Вы планируете создавать и другие аксессуары, такие как сумки, обувь?
Да, обязательно. Не считая того, что кожгалантерея всегда была и остается моей большой страстью, в наши следующие задачи входит создание сумки, сумки-украшения, со всеми характеристиками Toi et Moi.

Поговорим о вашем производстве.
Всей творческой частью занимаюсь я лично, само по себе украшение придумываю и создаю я. Производятся украшения в Италии, в мастерской в Болонье, на которую я вышла случайно, во время одной выставки в Париже. Все делается вручную. С мастером мы сразу же нашли общий язык. Он делает мои вещи так, как будто для себя лично. Между нами существует обмен идеями, он прекрасно знает, как я ценю его мнение. Так что мы всегда ищем новые решения вместе. Очень важно, что все, кто принимает участие в этом моем проекте, отдают себе отчет в важности своей роли. Потому что любой результат, которого мы добиваемся, это результат совместной работы, что соответствует концепции Toi et Moi и моему взгляду на труд в целом.

Для меня архиважно иметь тесную связь с людьми, с которыми я работаю, от мастера до PR-менеджера, до закупщика. Те, с кем я работаю, искренне и рьяно верят в этот проект, для них это - как сказка, в которую веришь, которая превращает весь труд из простой работы на автоматическом уровне в настоящую страсть. Когда мне удается достичь этого взаимопонимания, как будто бы срабатывает какой-то волшебный механизм и тогда я уже могу сказать, что я достигла моей цели. Потому что это значит, что я увлекала человека моей историей, мне удалось заинтересовать его и придать смысл проделываемой работе.


Мне предлагали перенести производство за границу, чтобы сэкономить на ручном труде и на материалах. Но для меня главное - качество, пусть это даже означает более высокую стоимость. Тот факт, что у нас есть постоянные клиенты, означает, что наш товар находит своего покупателя, и что для клиента мы являемся гарантией качества. Для меня надежность компании - один из важнейших аспектов. Я хочу предложить моим клиентам сервис высокого уровня, который выражается в качестве товара, в возможности делать дозаказы, в своевременных поставках, в серьезности отношений, которые должны переходить за границы исключительно факта купли-продажи. Все это, без сомнения, дополнительный плюс.

С каждой поставкой наших товаров клиентам-ритейлерам я отправляю им письмо с благодарностью, написанное мною лично, к которому стараюсь всегда приложить какой-нибудь маленький знак внимания, как например, новый каталог или информацию о новой коллекции. Эти маленькие жесты делают разницу. Мне бы очень хотелось иметь такой тип отношений и с покупателями, приобретающими наш товар, хотя это и нелегко, учитывая, сколько этапов нас разделяет. Понятно, что ожерелье Toi et Moi не является чем-то незаменимым, без чего не прожить. Кто его покупает, приобретает в первую очередь эмоции, ощущения, проживает определенную ситуацию. Я вижу свою задачу в том, чтобы донести все это до финального клиента.

Время от времени вы также делаете коллаборации.
Да, коллаборации - это тоже объединение двух разных элементов. Мне необходим взгляд другого человека, чье видение отличается от моего и в целом от мира моды. Например, мы создали коллаборацию с румынской художницей Кориной Коал, которая интерпретировала мир Toi et Moi в своих рисунках, которые затем были включены в анимационный видеофильм Imaginarium, созданный режиссером Массимо Феррари, который входит в программу фестиваля документальных фильмов о моде ASVOFF.

Могу также раскрыть небольшой секрет, что мы работаем вместе с Carola Roma над совместным проектом: созданием сумки, которая бы отражала в себе черты наших двух брендов.

Поговорим о Ваших источниках вдохновения. Как Вы создаете коллекции?
Я создаю две сезонные коллекции в год, которые представляю во время недель моды женского prêt-à-porter. Помимо этого есть так называемая базовая постоянная коллекция, которая возникла со времен и состоит из наших наиболее продаваемых изделий. Каждый сезон мы стараемся как-то их разнообразить, например, предложить в каком-то новом цвете.



Почти всегда, иногда на подсознательном уровне, не отдавая себе отчет, я обращаюсь к арт-деко, это заметно по линиям, формам, стилю. Мой личный вкус направляет меня всегда к этой эпохе, даже когда я пытаюсь привнести какие-то новые нотки. Возможно, это связано с одним личным фактом. Одна большая подруга моей семьи, к которой я была очень привязана, проводила много времени в Париже, где у нее была своя галерея искусств. Благодаря ей я уносилась в тот парижский мир и, думаю, что это ощущение, видение осталось во мне и до сих пор живо.

Сегодня в моих украшениях я пытаюсь передать то видение мира, немного фантастического, похожего на сон. Я по-прежнему смотрю на украшения как в детстве, когда будучи девочкой, примеряла украшения мамы и мечтала. Украшения должны заставлять мечтать. Еще Коко Шанель говорила: "Иллюзия - вот, что имеет значение". В моей бижутерии редко встречаются простые нити или цепочки. В них всегда присутствует какой-то элемент, животное, насекомое, перья, все, что помогает перенестись в мир фантазии.


Внутри меня перерабатывается все то, что я вижу и что происходит вокруг меня: фильмы, спектакли, выставки. Бывает, что некоторые из них особенно поражают меня. Например, недавно я посмотрела фильм "Grand Budapest Hotel", он так мне понравился! Создательница костюмов, итальянка Милена Канонеро, просто гениальна! Такое чувство цвета, незабываемые образы, все это наверняка осталось внутри меня и, возможно, однажды выразится в моей работе, в моих украшениях. На мое творчество влияют многие компоненты, которые перерабатываются и проявляются в новой форме.

У Вас есть муза?
Моя бабушка. Она была для меня образцом для подражания. Женщина в моем воображении - это она. Вообще в моей семье женщины имели ключевую роль, в том числе и с точки зрения моего воспитания и становления. Как впрочем, наверное, в большинстве семей. Они и есть мои музы. Женщины умные, которые учились, работали, искали свое Я. Женщины, нашедшие в себе мужество, когда были война и голод.

Я восхищаюсь их силой, их мужеством, верой, способностью выжить в трудный момент. Они научили меня в первую очередь быть честной, корректной, учиться, работать и ценить труд других. Я очень привязана к моей семье, вижу в ней мое главное богатство.

А есть ли какая-то известная женщина, которая могла бы стать лицом Toi et Moi?
Нет, потому что мне не нравится идентифицировать мои изделия с каким-то конкретным образом или человеком. Украшение Toi et Moi может носить как девушка 20 лет, так и 25-летняя fashion блоггер, так и женщина постарше. На мой взгляд, именно в этом заключается наиболее интересный аспект: как одно и то же изделие приобретает совершенно иное звучание на разных людях разных возрастов и занятий, как будто отражая индивидуальность того, кто его одевает.

Последний вопрос: где можно приобрести ваши изделия?
Мы много работаем с заграницей, товары Toi et Moi продаются в Японии, Китае, Тайване, арабских странах, Гонконге, США, России. У меня нет эксклюзивных partnerships, так что я всегда открыта новым контактам. В Италии у меня нет ритейлеров, но мы присутствуем на таких платформах e-commerce как lacrom, runway2street, birikbutik. В наши планы входит открытие e-shop и на нашем сайте, считаю, что за этим - будущее и что это важнейшая услуга для клиентов.



Фотографии любезно предоставлены Toi et Moi.

lunedì 15 settembre 2014

#VFNO2014 a Roma

La settimana scorsa a Roma si è svolta l'ennesima VFNO (Vogue Fashion's Night Out), una serata dedicata allo shopping, moda e divertimento. Una vera staffetta che passa da una capitale di moda all'altra.


Per me personalmente VFNO è prima di tutto la possibilità di incontrare degli amici dopo le vacanze estive e scoprire le loro novità, visitare i miei indirizzi preferiti e segnare quelli nuovi, infine è  semplicemente l'occasione di farsi vedere e vedere gli altri.

In generale VFNO è una bella iniziativa, che da un tocco allegro e vivace alla città, che attira non solo i romani, ma anche i turisti, che permette ai vari brand di mostrare tutte le novità, di incentivare i clienti fissi e di trovarne di nuovi. Peccato che non tutti hanno condiviso questa idea. Le saracinesche abbassate nel centro lasciano un'impressione un po' triste.

Questa volta il successo della serata era minacciato, a parte la solita crisi che purtroppo non si può non prendere in considerazione, anche dal maltempo in forma di pesanti nuvole che lasciavano cadere ogni tanto delle gocce d'acqua. Ma fortunatamente il cielo ha avuto pietà e ci ha risparmiato dalla pioggia, e infine la curiosità e la voglia di staccare la spina e di divertirsi hanno vinto contro il mood di austerità. Così verso le 9 di sera le strade del centro erano affollate dai giovani e non solo, dai turisti, fashion bloggers, fotografi. Da tutte le parti arrivava la musica, i palazzi erano colorati dall'illuminazione, le vetrine ben decorate e davanti all'ingresso nelle boutique si formavano delle file di quelli che vorrebbero entrare. Insomma, regnava una bella atmosfera di festa e allegria.


Quali sono stati gli eventi che vorrei menzionare in modo particolare? Innanzitutto il conferimento del premio "Italian Icon Award" a Franca Sozzani, il direttore di Vogue Italia, consegnato da ICE per il suo costante impegno a favore delle eccellenze del Made in Italy nel mondo.

Da Ladurée si celebrava il lancio del nuovo packaging limited edition con l'effetto pelle di pitone. Infatti, tutto lo staff era tatuato con lo stesso disegno per questa occasione. A dir la verità, Ladurée è stato uno degli angoli più animati di tutta la serata. C'è poco da meravigliarsi perchè da quando sono arrivati a Roma i macaron hanno qui un successo incredibile. Durante questa serata tutti volevano provare il nuovo gusto della stagione Sesamo & Nocciola, delicatissimo e profumato. Ma le sorprese qui non finiscono mai e, come mi hanno raccontato, già verso Natale ci aspetta qualcosa assolutamente meraviglioso, non ci resta che aspettare.


Ancora una novità di Ladurée a Roma é il loro café inaugurato a luglio, con l'ingresso indipendente dalla boutique, con il design pensato fino all'ultimo dettaglio, con i tavolini fuori situati nella elegantissima via Borgognona, con lo stile impeccabile come tutto in Ladurée. Il café sembra un accogliente salotto dove fa piacere incontrarsi per una tazza di tè o un bicchiere di champagne e gustarli durante una piacevole conversazione.


Come ho già accennato una volta, quello che distingue Ladurée è l'atmosfera che avvolge questo posto, il livello del servizio, l'attenzione ai minimi particolari. Tutto questo crea un mood speciale e permette di sognare, di vivere una favola. Sarà per questo che Ladurée è così amato da molti.
Boutique & Café Ladurée - via Borgognona, 4c

La stilista Alessandra Giannetti ha presentato nella sua boutique una nuova collezione, caratterizzata come sempre dai colori e lo stile minimal, basic e dal taglio impeccabile e i dettagli riconoscibili. E poi ha raccontato della novità più importante - il lancio dell'e-shop sul suo sito.
Boutique Alessandra Giannetti - piazza Capranica, 94


Gli abiti Alta Moda di Giada Curti erano i protagonisti dell'evento romantico "Cinderella Story" voluto da Marco Gentile, noto hair stylist presso lo store Pura Lopez in piazza di Spagna. Un'altro bell'evento per Giada Curti appena tornata dalla Cina dove ha partecipato come ospite durante la Xian Fashion Week raccogliendo anche questa volta un riscontro positivo da parte del pubblico e degli addetti ai lavori.


In via Margutta, nota a tutti per essere stato scenario del film "Vacanze Romane", nella Galleria P&G Events sono stati presentati la Haute Couture di Nino Lettieri e i Gioielli di Patrizia Corvaglia durante l'evento "Flash...Moda", un set fotografico con le splendide modelle e decine di fotografi. Un happening unico intento a promuovere e a coniugare il mondo della moda e quello della fotografia, grazie alla collaborazione con il Fashion Department dell'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, punto di riferimento didattico nella formazione di fotografi professionisti ed amatori.

Tra gli altri belli eventi c'è stata musica dal vivo in via Vittoria grazie alla "Street band jazz" composta dagli allievi del Conservatorio, un set fotografico da Gap in via del Corso con lo slogan "Black is a colour" in cui potevano partecipare tutti, le passeggiate lungo via del Babuino, ora pedonale, i cocktail di Martini, DJ e celebrities nelle boutique e molto-molto ancora.




Concludendo vorrei aggiungere che i ricavi delle vendite saranno devoluti all'Associazione "Differenza Donna" che si rivolge a donne italiane e straniere oggetto di violenza e in condizione di disagio e ai loro figli minori.

Guardate l'album fotografico dedicato a VFNO sulla nostra pagina Facebook.

Fotografie - Antonio De Paolis


#VFNO2014 в Риме

На прошлой неделе в Риме состоялся очередной вечер VFNO (Vogue Fashion's Night Out), посвященный шопингу, моде и отдыху. Это самая настоящая эстафета, переходящая от одной модной столицы к другой.


Для меня лично VFNO - это в первую очередь отличная возможность повидать старых знакомых после летних каникул и узнать об их новостях, посетить любимые адреса и отметить для себя новые, в конце концов, на людей посмотреть и себя показать.

В целом, VFNO - это прекрасная инициатива, оживляющая городскую жизнь, привлекательная не только для самих римлян, но и для туристов, позволяющая брендам напомнить о себе, поощрить постоянных клиентов и привлечь новых покупателей. Жаль, что не все разделили эту идею и присоединились к этой инициативе. Железные решетки на магазинах в самом центре создавали немного грустное впечатление.

На этот раз помимо кризиса, который, к сожалению, нельзя сбросить со счетов, успеху вечера угрожала и погода, в виде нависающих туч и тяжелых, время от времени срывающихся капель дождя. Но в итоге небо сжалилось и пощадило, дождь вечером так и не пошел, а любопытство и желание расслабиться и забыть о проблемах, хотя бы на время, побороло настроение жесткой экономики. Так что часам к 9 вечера на улицах центра можно было встретить толпы молодежи, семейные пары среднего возраста, туристов, fashion блоггеров, фотографов. С разных концов разносилась музыка, разноцветная иллюминация украшала исторические палаццо, витрины были красиво украшены, а у входа в бутики тусовались группки желающих попасть вовнутрь. В общем, было празднично и весело.


Что бы мне хотелось особенно отметить из многочисленных событий вечера? Безусловно, награждение Франки Соццани, директора итальянского Vogue, премией "Italian Icon Award" со стороны ICE (Институт внешней торговли Италии) за ее вклад в развитие и популизацию Made in Italy во всем мире.

В Ladurée был запуск нового packaging limited edition с принтом эффекта кожи питона. По этому поводу весь персонал нанес на свои лица татуировку с точно таким же рисунком. Вообще, Ladurée был одним из самых оживленных уголков в течение всего вечера. Неудивительно, ведь macaron пользуются невероятным успехом в Риме с самого появления Ladurée в городе. В этот вечер все хотели попробовать новый вкус сезона Кунжут & Орех, непередаваемо нежный и ароматный. Но в Ladurée сюрпризы никогда не иссякают и, как мне рассказали, уже к Рождеству намечается что-то совершенно потрясающее, остается только подождать.


Еще одна новинка от Ladurée в Риме - это кафе, открывшееся в июле, с отдельным входом, с продуманным до мелочей дизайном, со столиками снаружи на элегантной via Borgognona, с безупречным как все в Ladurée стилем. Это кафе похоже на уютную гостиную, в которой приятно встретиться на чашку чая или фужер шампанского и насладиться ими за неспешной беседой.


Как я уже однажды отмечала, то, что отличает Ladurée - это атмосфера, которой окутано это место, уровень сервиса, внимание к деталям. Все это создает особое настроение и позволяет окунуться в мечту, сказку, пусть даже на мгновение. Наверное, именно поэтому это место так любимо многими.
Boutique & Café Ladurée - via Borgognona, 4C
 
Дизайнер Алессандра Джаннетти представила в своем бутике новую коллекцию, выдержанную как всегда в строгой цветовой гамме и минималистском стиле и выстроенную на безукоризненном крое и узнаваемых деталях, и поделилась своей  главной новостью - запуском e-shop на ее сайте.
Boutique Alessandra Giannetti - piazza Capranica, 94


Платья Alta Moda от Giada Curti стали главными героями романтичного вечера под названием "Cinderella Story", организованного известным hair stylist Марко Джентиле в бутике Pura Lopez на piazza di Spagna. Еще одна необычная инициатива для Джады Курти, только что вернувшейся из Китая, где она представила свою последнюю коллекцию в рамках Xian Fashion Week, вновь собрав массу положительных откликов.


На улице Margutta, известной всем по фильму "Римские каникулы", в Galleria P&G Events была представлена мода Haute Couture от Nino Lettieri и ювелирные украшения от Patrizia Corvaglia в рамках события "Flash...Moda", своего рода shooting live, в котором приняли участие лучшие фотографы и модели. Мероприятие, объединившее мир моды и фотографии, благодаря помимо прочего сотрудничеству с Fashion Department dell'Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata, одной из наилучших школ фотографии в Риме.

А еще запомнились выступление джаз-оркестра "Street band jazz" на via Vittoria, состоящего из студентов Консерватории, площадка для фотосъемок в витрине магазина Gap на via del Corso под лозунгом Black is a colour, в которой могли принять участие все желающие, прогулки по обновленной, ставшей теперь пешеходной улице del Babuino, коктейли с Martini, ди-джеи и celebrities в бутиках и еще много-много всего.



В заключение хотела бы отметить, что часть средств, собранных благодаря продажам в этот вечер, пойдет на счет ассоциации "Differenza Donna", помогающей женщинам, итальянкам и иностранкам, пострадавшим от жестокого обращения и находящимся в тяжелой ситуации, и их несовершеннолетним детям.

Смотрите фотоальбом, посвященный римской VFNO, на нашей странице Facebook.

Фотографии - Антонио Де Паолис

martedì 9 settembre 2014

Riapre il Disney Store in via del Corso

Nuovo look per il Disney Store di via del Corso che da sabato 6 settembre ha riaperto ufficialmente al pubblico, riconfermandosi subito come una magica tappa obbligata per romani e turisti. Alessia Marcuzzi, accompagnata nientemeno che da Minnie e Topolino, è stata la madrina d’eccezione dell’anteprima alla stampa del rinnovato Disney Store romano.


Fin dalle sue origini il Disney Store di via del Corso è stato concepito per essere all’altezza dell’attrattiva turistica della città ed essere in perfetta armonia con le sue atmosfere. Ogni ospite che ne ha varcato la soglia si è trovato immerso in una Roma in stile Disney con colonne, capitelli e i personaggi più amati vestiti da antichi romani e, proprio per rispettare questa sua inconfondibile natura, i lavori di ristrutturazione hanno enfatizzato le caratteristiche del forte legame con la città.  


Ora lo store è diventato ancora più magico grazie all’inserimento di nuovi elementi: il soffitto del locale è stato affrescato con i temi dello Zodiaco interpretati in chiave Disney, mentre alle spalle delle casse diversi schermi proietteranno clip di film Disney vecchi e nuovi per far sognare proprio tutti. Inoltre, e questa sarà una gradita novità, tutte le mattine un bambino potrà “dare il via all’immaginazione” aprendo il negozio con la speciale “Cerimonia di apertura” che caratterizza i Disney Store di tutto il mondo.

“Il nuovo Disney Store - ha affermato Daniel Frigo, Presidente e Amministratore Delegato di The Walt Disney Company Italia - racchiude in sé la magia Disney e la magia della Città Eterna. Lo ricordiamo spesso, ma in questa occasione è più che mai importante sottolineare il forte legame che unisce Disney all’Italia e agli italiani. Siamo felici che con la riapertura di questo storico Disney Store potremo regalare un’esperienza di intrattenimento unica a questa città che è considerata una delle prime destinazioni turistiche a livello globale”.

Fotografie per gentile concessione dell'ufficio stampa The Walt Disney Company Italia

Disney Store Roma - via del Corso, 165

Открытие магазина Disney Store

6 сентября на via del Corso вновь распахнул после реконструкции свои двери для римлян и туристов Disney Store, сразу же утвердив себя как один из адресов, которые никак нельзя пропустить, прогуливаясь по центральной шопинговой улице итальянской столицы. Известная show-girl Алессия Маркуцци официально открыла магазин во время его презентации для прессы, прибыв в сопровождении гигантских Минни и Микки Маусов.


С самого начала магазин на via del Corso был задуман как одна из туристических достопримечательностей Рима, в соответствии с его атмосферой. Каждый, кто хоть раз заглядывал сюда, сразу же попадал в Рим в стиле Диснейленд, с колоннами, капителями и диснеевскими героями в древнеримских нарядах. Реконструкция этого магазина была проделана с целью еще более подчеркнуть его связь с городом. 


Теперь магазин стал еще более волшебным, благодаря некоторым новым элементам: потолок украшен изображениями знаков Зодиака в стиле Дисней, а мониторы, установленные на стенах за кассами крутят клипы с отрывками из наиболее любимых диснеевских мультиков, старых и новых, позволяя всем вновь почувствовать себя маленькими. Еще одна новинка, которая наверняка понравится многим: каждое утро один из малышей сможет буквально попасть в сказку, открывая магазин, следуя особому ритуалу, который характеризует Disney Store во всем мире. 

По словам Даниэля Фриго, Президента и Генерального Менеджера The Walt Disney Company Italia, "новый Disney Store заключает в себе магию мира Диснея и волшебную атмосферу Рима. Не будем забывать о тесной связи, которая объединяет Дисней с Италией. Наша компания рада, что с открытием этого магазина мы сможем подарить всем посетителям незабываемый опыт, удовольствие и особые воспоминания о Риме, одном из наиболее посещаемых туристами городов в мире."

Фотографии любезно предоставлены пресс-офисом The Walt Disney Company Italia

Disney Store Roma - via del Corso, 165

lunedì 1 settembre 2014

Intervista con Michela Fasanella

Con Michela Fasanella, la giovane designer romana fondatrice del brand Aroma30, ci incontriamo nel suo studio, nascosto dietro una porta all’apparenza anonima nel quartiere Pigneto. Lo studio è molto bello, un loft con il tetto di vetro dal quale passa la luce che invade tutto lo spazio. Una rapida occhiata per capire senza sbagliarsi che è uno studio di designer di moda: gli schizzi, i moodboard, i manichini, uno grande specchio, le riviste e i libri di moda, i rulli di tessuti, le matite, tutto lo conferma. Lungo una parete sono esposte in fila le sue creazioni sfumandosi dai toni chiari in seta e organza trasparente verso il nero in jersey.

Dopo aver visto i capi e dopo aver parlato con Michela capisco che è lei l’incarnazione dello spirito delle sue collezioni: una donna bella, sofisticata, graziosa, ma allo stesso tempo forte e sicura, con le idee chiare e ben precise, con la determinazione di proseguire sulla sua strada nel mondo della moda e del lavoro in proprio. Ma questo pensiero arriva alla fine dell’intervista. Cominciata come sempre con le domande su come tutto è nato.


Michela, mi racconti della Sua attività, delle Sue esperienze degli studi e del lavoro.
Prima ho studiato in Italia, qui a Roma, all’Accademia di Costume e Moda, e poi ho fatto un corso di Fashion Design & Marketing a Londra, al Central St Martins College, mi interessava approfondire la parte marketing della moda.

Poi sono tornata in Italia dove ho fatto le prime esperienze lavorative, tra cui Valentino e Salvatore Ferragamo. E poi ho cominciato a collaborare con una sartoria e fare delle piccole cose, a sperimentare qualcosa per conto mio.

Dopo ho deciso di trasferirmi in Inghilterra dove ho vissuto tre anni. Ed il marchio è iniziato lì commercialmente, nel 2010 mi sono registrata come self-employed ed ho partecipato alla London Fashion Week. Questo è stato il lancio.

Sorge una domanda: è più facile farlo all'estero che in Italia?
Molto più facile, è un altro mondo! Il motivo per cui ho deciso di tornare qui era per la produzione. La manifattura italiana è estremamente diversa, sia dal punto di vista qualitativo sia dal punto di vista dei prezzi. E anche il rapporto, il modo in cui lavorano le persone. Io credo che il Made in Italy sia importante e continuerà ad essere importante perché la mentalità che ha il lavoratore ed il tipo di passione che ci mette fanno la differenza. Il modo di trattare, il carattere più aperto, il venirsi incontro. Per un marchio piccolo, emergente, è fondamentale.

Mentre in Inghilterra era un rapporto molto più professionale, ma si facevano pagare molto per un prodotto qualitativamente più basso e non c’era modo di venirsi incontro. Certo, facendo un bilancio non conveniva a livello economico, fiscale, burocratico, ma dall’altra parte c’era questa differenza a livello caratteriale e così ho fatto la mia scelta e sono tornata in Italia nel 2011.


Secondo Lei, che cosa dovrebbero fare dei politici italiani per aiutare le aziende di moda ed i giovani?
Secondo me basterebbe che prendessero esempio dal Nord Europa. In particolare in Gran Bretagna non sei considerato una vera azienda finché non hai un vero fatturato. Quindi limitare le tasse o INPS che ti chiede di pagare un fisso anche se non stai guadagnando. Secondo me bisognerebbe avere molta più elasticità per chi sta nascendo, crescendo e almeno fino ad un certo livello di fatturato.

All’inizio devi anticipare delle spese, cominciare a costruirti una clientela, fare del passaparola. Tutto questo richiede anni di lavoro costante. Se in più ci sono delle tasse altissime, delle spese fisse, allora rinunci già in partenza. Oppure peggio: molti provano e poi sono costretti a chiudere lo stesso. Ho presente delle storie di tantissimi amici che avevano un loro prodotto, bellissimo, di ottimo livello che meritava di esistere, ma che hanno chiuso perché non potevano andare avanti.

E non Le è mai venuto in mente che sarebbe meglio lavorare in qualche grande azienda affermata che in proprio?
É quello che ho fatto all’inizio, poi è stato un caso, perché mi sono trovata in un periodo, dopo aver fatto diverse collaborazioni, quando stavo mandando dei CV e per non sentirmi ferma volevo evolvermi, così ho cominciato a fare delle cose per conto mio, mettendomi quasi alla prova. Ho visto che la cosa iniziava ad andare bene, da subito, addirittura ricevevo richiese da alcuni negozi in conto vendita, e quindi questo ha cominciato ad occupare sempre più tempo. Di conseguenza dovevo fare una scelta: dedicare tempo alla ricerca del lavoro o occuparmi delle mie creazioni. Quindi diciamo che più che una scelta è stato un percorso che mi ha portato a questa decisione.

Lavorare in proprio è sicuramente più stimolante, anche se molto più difficile. Ti costringe ad imparare tante cose al di là del disegno, dalla scelta dei materiali alla manifattura alla produzione alla comunicazione, diventi esperto in tutto assumendoti delle responsabilità.

Oggi la gestione del marchio in se la curo da sola, poi per la manifattura c’è il laboratorio di sarte qui a Roma. Inoltre ogni tanto collaboro con i vari altri laboratori e persone esterne, dipende dalle esigenze. E poi ho una famiglia che mi sostiene molto, è una cosa molto italiana, la famiglia e l’azienda. I miei possono sempre darmi un consiglio, una risposta che mi fa riflettere.

Perché questo nome, Aroma30?
L’ho scelto molto velocemente. Dovevo partecipare ad una fiera a Parigi e dovevo fare delle etichette con il nome del brand. Non volevo usare il mio nome personale perché avevo voglia di distaccarmi un po' dal progetto, di vederlo come qualcosa a se stante. Volevo che non significasse nulla, un nome astratto. Così ho scelto Aroma, perché mi ricorda i profumi, che amo molto, è una parola internazionale, che viene usata in molte lingue e quindi è comprensibile e poi include il nome della mia città, Roma.


La Sua musa-ispiratrice? Chi è la donna per la quale crea?
Non è proprio una, forse un mix di donne, con caratteristiche diverse, spesso cambiano, anche se il modello generale c’è.

Mi piace molto Monica Vitti perché la trovo elegante in maniera classica, fresca e molto contemporanea, la potresti trasporre al giorno d’oggi e sarebbe perfetta, anche se rappresenta gli anni 60-70. Mi piace molto Sofia Coppola, minimale, chic, ha una femminilità di cui percepisci l’intelligenza, la concettualità, mi piace molto anche il suo lavoro, il modo in cui esplora il mondo femminile. Mi piace molto anche Tilda Swinton, anche lei è molto celebrale, molto concettuale. E poi Charlotte Gainsbourg, anche sua mamma Jane Birkin. Sono tutte le donne che vanno al di là del loro tempo. Ed è quello che cerco di fare con i miei abiti, che non siano inquadrabili in un periodo o stagione. Puoi comprarli e indossarli tra 2-3 anche 5 anni. Mi piace il fatto che la moda sia atemporale, non sia legata a stagioni o tendenze.

Certamente creo per una certa tipologia di donna, più che altro caratteriale. Mi piace una donna austera, una donna sicura di se stessa, che non ha bisogno di vedersi con gli occhi degli altri, ma che abbia grazia. Per me la cosa più importante in una donna è la grazia, la femminilità, il modo di porsi agli altri. Poi può essere anche ironica, divertente, simpatica, buffa. Austerità non necessariamente significa severità o rigidità. Mi piace che sia declinata in vari modi. Può esserci la freddezza e rigore, ma anche la femminilità più materna o più ironica. Mi piace la donna che non si veste per gli altri, che non ha bisogno di seguire le mode perché è se stessa.

Molte delle mie clienti sono avvocati, commercialiste, donne che lavorano in campo giuridico e economico. Forse perché chi lavora in questi settori, definiti maschili, precisi, che non lasciano spazio alla creatività, devono sfogarsi in qualche modo ed ecco allora che scelgono i miei capi.

Segue le sfilate e le settimane della moda?
Onestamente guardo le sfilate con poco interesse, perché sono troppo simili tra loro, lo faccio più per dovere.

Dove si possono acquistare i Suoi prodotti?
Al momento vendo soltanto ai privati, direttamente. Quindi si fissa l’appuntamento e il cliente viene qui in studio dove c’è il campionario. Può provare delle cose e personalizzarle, cioè decidere la taglia, il colore, il tessuto, i dettagli, la lunghezza.

Più che pensare a fare delle collezioni stagionali preferisco l’idea di offrire un servizio per il quale il cliente può scegliere un capo che ho realizzato anche due anni fa e decidere se lo vuole magari in una lunghezza o un colore diverso. É un servizio disponibile tutto l’anno.

Solitamente richiedo circa 20 giorni per realizzare l’ordine della cliente. Ma a volte il capo è pronto anche in una settimana. La tempistica è dettata più che altro dalla disponibilità dei tessuti richiesti. Le cose più particolari possono richiedere anche un mese e mezzo.

Non ho ancora uno shop on-line, è un po' troppo presto e difficile per un prodotto come il mio, più basato sull’esperienza diretta con il cliente, sull’attesa, sulla personalizzazione. Mi piace il fatto che la mia cliente possa scegliere esattamente che cosa vuole. É sicuramente il nuovo tipo di lusso, non necessariamente basato sul costo elevato.

L’unicità, la personalizzazione, la qualità ecco che cosa è il lusso oggi. Dobbiamo staccarci dalla mentalità del “tutto e subito al minor prezzo possibile” che porta inevitabilmente ad essere uguale a tutti gli altri. Certo è una soluzione veloce, economica e democratica, però così si è persa la parte più bella del vestirsi, il piacere di prendersi cura di se stessi attraverso la scelta di un tessuto e di una vestibilità. É importante perché è così che si crea il proprio stile e si costruisce il proprio guardaroba, ordinando qualcosa in base a quello che hai già nell’armadio.


Offro anche il servizio di pre-orders on-line, é un servizio disponibile sempre. Funziona molto bene con i capi semplici, poco strutturati, in jersey che non richiedono delle prove. Io richiedo un acconto al momento dell’ordine e il saldo alla consegna. Faccio la spedizione dei capi non solo in Italia, ma anche ai miei clienti all’estero.

Crea anche su ordinazione?
Sì, certo, faccio anche i capi custom-made, magari disegnati appositamente. In quel caso cerco di capire che cosa vuole la cliente, se magari ha delle foto da farmi vedere. Le preparo delle proposte disegnate. Di queste proposte lei o ne sceglie una o magari mi dice “Voglio questo con il taglio di quest’altro”. Così lavoriamo insieme per creare un capo su misura.

La fascia dei prezzi dei suoi capi?
Ovviamente i prezzi sono molto variabili. Se prendiamo un capo già pronto, a disposizione per la vendita, costa una cifra. Se si tratta di un su misura, disegnato appositamente, è tutt’altro. Diciamo che io cerco di fare un buon compromesso tra la qualità che offro e il budget. Non ho paura a chiedere al cliente quale sia il budget che ha intenzione di spendere per potergli offrire le soluzioni che sono in linea con le sue intenzioni. Non mi piace essere il tipo di designer che guarda dall’alto in basso. Mi piace il contatto umano e poter accontentare nel modo in cui posso.

Ho anche clienti che magari ci tengono alla qualità e al vestirsi bene, ma non hanno delle possibilità altissime e hanno un budget abbastanza ridotto, a questo punto studiamo insieme la wishing list di quello che a loro piace e creiamo il loro schema personale di acquisti. Io da parte mia faccio la ricerca sui tessuti, ad esempio, proponendo le varianti alternative (ad esempio invece di pura seta uso il misto) e mantenendo la stessa immagine. Semplicemente trovo il compromesso.

Se parliamo di un vestito in jersey, siamo tra i 100 e 150 euro. Un vestito in seta, non lungo, con qualche dettaglio particolare – tra i 200 e i 400 euro. Ovviamente ci sono i prezzi molto più alti, ad esempio un abito importante, su misura, può sfiorare anche i 1000 euro. Insomma dipende da cosa si cerca.

Comprare direttamente da chi realizza le cose abbatte molti costi, non tanto i costi di produzione, ma i costi di servizi intermediari che in questo caso saltano. Quindi il cliente ha un prodotto qualitativamente molto alto ad un prezzo nettamente inferiore.

Ha un bellissimo studio situato nel Pigneto. Perchè la scelta di questa zona?
É la mia zona preferita, però questo è stato un caso, anzi una fortuna. Mio padre, che fa il restauratore edile ha preso questo spazio insieme con mio cugino, geometra, diversi anni fa per realizzare il loro studio. Poi loro non hanno più avuto bisogno di questo spazio e così mio padre l’ha proposto a me. É stata una fortuna, perché non mi sarei potuta permettere di pagare un affitto. O avrei dovuto caricare il prezzo d’affitto sui capi.


Adesso il Pigneto è una zona che soffre di molti problemi, è improvvisamente riqualificata, però mantiene ancora un po' un’anima radical-chic che la differenzia da altre zone di Roma. Mi ricorda molto East London dove ho vissuto. É esattamente come aver ritrovato quel tipo di realtà, nata dalla riqualificazione di una zona molto periferica e abitata principalmente da artisti, designer, creativi, insomma un po' bohème.

Lavora sempre qui?
Dipende. Quando si tratta di disegnare, lo faccio di notte, è il mio momento creativo, dall’una in poi: rifletto, disegno, penso ad un concept, scrivo dei press-release. Ovviamente lo faccio a casa. La realizzazione dei capi invece, a partire dal lavoro sui manichini, avviene nel laboratorio dalle sarte e qui in studio. Inoltre qui mi incontro con le mie clienti.

I suoi capi appaiono spesso nei servizi fotografici in varie riviste.
Ricevo continuamente richieste da parte di stylist e fotografi che chiedono alcuni dei miei capi per i servizi moda, editoriali, shooting, etc. E’ una cosa molta bella, mi piace. Io sono molto selettiva, non dico sì a tutti perché ovviamente c’è l’immagine del marchio in gioco. Non è una selettività basata sull’esperienza di chi mi contatta, anzi mi piace collaborare anche con i giovani e gli emergenti, a volte anche studenti, l’importante che ci sia un’impronta ben chiara, uno stile definito e ben preciso, così anche per loro questo diventa un’opportunità.

Parliamo un po' del suo legame con Roma?
Sono romana nata a Roma. Roma a volte è soffocante. Finché vivi qui dentro è come una famiglia numerosa dalla quale qualche volta vorresti scappare. Credo che devi uscire per un attimo da questa città per vederla dall’esterno e saper apprezzarne delle cose.

Ho avuto modo di vivere in altre città, ho vissuto a Firenze, quando lavoravo da Salvatore Ferragamo e a Londra. Londra per me è stata questo tipo di fuga. Per quanto è intensa e stimolante ti offre anche la possibilità di trovare dei momenti di tranquillità, a Roma invece è molto più difficile. Quindi il mio soggiorno a Londra mi ha consentito di respirare un po' e di rappacificarmi con Roma, di scoprire le sue belle cose che la differenziano dalle altre città.

Una su tutte è la gente. Quello di cui ho un po' sofferto a Londra è il fatto di sentirmi  a volte invisibile e disconnessa da tutti, pur essendo in una città molto popolata. Mi è capitato di passare giornate intere senza scambiare parola con una sola persona. Lì c’è una concezione diversa di privacy. E a volte è difficile scindere tra rispetto dello spazio dell’altro e totale indifferenza. È un confine sottilissimo. I romani invece sono invadenti, nervosi, però non passi mai inosservato.

In certe giornate non mi sentivo più neanche donna in Inghilterra, invece a Roma gli sguardi e i commenti dei ragazzi per strada, cosa di cui mi lamentavo prima, ti fanno sentire la Sofia Loren della situazione (a questo commento ridiamo tantissimo, perché è proprio vero! - nota d’autore).

Un’altra cosa che mi piace di Roma è il fatto che comunque parli con la gente. Se vai al bar a prenderti un caffè, allora il cameriere ti parla, ride e scherza. É tutto una piazza pubblica, la gente ha sempre qualcosa da commentare: la politica, il calcio, l’attualità, la cronaca, basta che dai un imput ed è fatta. É una cosa un po' da paese, ma è proprio questo bello e particolare di Roma.

Secondo Lei, che cosa manca a Roma per diventare una vera capitale della moda? O va bene la sua posizione attuale?
Io credo che Roma possa diventare la capitale di un determinato tipo di moda, forse più legato all’artigianato, a delle piccole realtà. Allora magari se si differenzia totalmente dalle grandi città della moda, può trovare una sua identità. É sempre stata la città dell’alta moda, quindi credo che potrebbe essere buono trovare il modo per rimodernare questo concetto. Per cui al di là dei grandi atelier che fanno alta moda ad altissimi livelli vederla anche proprio come una realtà fatta di prodotto su misura, qualitativamente alto, artigianale e lasciare che Milano detenga il primato del prêt-à-porter e delle sfilate con tutto il loro entourage.

Anche geograficamente parlando Roma ha una posizione che non è molto comoda per i buyers o i clienti che vengono dall’estero. Per cui magari è più facile cercare di concentrare qui qualcosa di più selezionato, esclusivo, artigianale, in edizione limitata. Io credo che Roma abbia questo tipo d’identità e dovrebbe puntare su questo.

Infine qualche Suo indirizzo o posto preferito a Roma?
Non so se ho un posto preferito in questo senso, è difficile sceglierne uno. Ce ne sono molti e ognuno ti può dare qualcosa di diverso. Può essere bellissimo camminare sul lungotevere perché costringe a fermarti e dire “Quanto è bella Roma!” o magari la stessa cosa la puoi provare al Gianicolo o a volte anche in periferia, come al Quadraro o Pigneto appunto che hanno una bellezza meno patinata, ma più vera, che ricorda un po' il neorealismo, un altro tipo di italianità.

Fotografie - Antonio De Paolis
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