lunedì 8 luglio 2013

La mostra LIFE. I grandi fotografi


Domenica sono andata a vedere la mostra LIFE. I grandi fotografi. A dir la verità, non amo le domeniche estive a Roma. La città si svuota, lasciata dai cittadini che scappano, chi al mare chi in montagna, per salvarsi dal caldo, ai turisti, stancati dalle innumerevoli bellezze, afa, file, scioperi e lunghe passeggiate a piedi. Il centro ancora ricorda tracce della vita quotidiana, ma basta allontanarsi un po’ dagli itinerari turistici e lo scenario cambia. Tutto chiuso, pochissime macchine, nessun pedone.

Per fortuna, nella capitale ci sono delle isole, aperte tutto l’anno, dove i romani che rimangono in città amano andare. Una di queste è l’Auditorium Parco della Musica. È un enorme centro culturale dedicato soprattutto alla musica (in questo periodo ad esempio si svolge il festival musicale annuale "Luglio suona bene" che offre vari concerti e eventi tutti i giorni). Sul territorio dell’Auditorium c’è un parco dove fa piacere fare una passeggiata o semplicemente nascondersi nella sua ombra. Qui c’è anche una bella libreria fornitissima, dei cafè, degli spazi espositivi. Insomma l'Auditorium, che tra l’altro ha appena festeggiato i suoi primi 10 anni, offre sempre qualcosa di interessante, in qualsiasi momento dell’anno.


Ma torniamo alla mostra LIFE. I grandi fotografi. Ero sicura che mi piacerà e non mi sono sbagliata. Mentre guardavo le foto pubblicate nei vari anni dalla famosa rivista, fondata nel 1936, mi è venuto in mente che l’attuale street photo non è che la ripetizione di quello che è già stato fatto. LIFE pubblicava ogni settimana foto di questo genere già dalla metà degli anni 30 del XX secolo raccontando della vita, di tutti gli eventi importanti, di gente, famosa e non, attraverso la fotografia. Dopo i fotografi che lavoravano per LIFE, così come dopo i grandi scrittori, è difficile raccontare qualcosa di nuovo.


Sono rimasta particolarmente colpita dalle fotografie di Margharet Bourke-White. Un solo scatto del 1937 che coglie la lunga fila per il pane durante l’alluvione di Lousville, sullo sfondo un poster gigantesco che raffigura una classica famiglia felice americana con la scritta “World's highest standard of living - there is no way like the American way”! vale tantissimo! Geniale e impressionante! Cogliere uno scatto così è semplice, ma bisogna saperlo vedere e non tutti ne sono capaci. A proposito, la prima copertina di LIFE, La diga di Fort Peck, datata il 23 novembre 1936 è sempre di Margharet Bourke-White.

Sono indimenticabili i ritratti fatti da John Loengard, tra cui i Beatles che fanno il bagno nella piscina, la pittrice Georgia O'Keeffe sul tetto della propria casa, la bocca di Louis Armstrong.

Le fotografie di Margharet Bourke-White dai campi di concentramento e di Larry Burrows dal Vietnam sono impressionanti per la loro forza espressiva, per le emozioni colte sui visi. Sembra che sono fatte durante le riprese di film di guerra, con le scenografie e scene preparate in anticipo. È quasi impossibile credere che tutto questo era accaduto davvero, che sono scatti di vita reale.

Naturalmente non si può non nominare le fotografie di Alfred Eisenstaedt, la più famosa delle quali è il bacio passionale tra un marinaio e l’infermiera su Times Square durante i festeggiamenti della fine di guerra.

La mostra LIFE. I grandi fotografi rimane aperta fino al 4 agosto


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