martedì 15 gennaio 2013

Urban Act Roma: legalize the writers!

Qualche mese fa uscendo dalla stazione metro B di Monti Tiburtini notai che un grande graffito che ricopriva uno dei muri perimetrali della stazione era stato ripulito lasciando la parete di mattoni rossi libera. Un po’ mi era dispiaciuto, il disegno tolto era molto ben fatto, come sempre più spesso capita di vedere sui muri della città, un disegno pensato che va oltre la semplice scritta, spesso una firma del writer, giocata sulla grafica dei caratteri scelti.

Sono sempre stato convinto che probabilmente un modo per evitare che fare arte come writers divenisse solo un modo per "sporcare" muri e metropolitane, fosse quello di proporre a questi artisti, perché di questo si tratta, spazi dove poter "disegnare" seguendo un’idea o un progetto, non vincolato se non dallo spazio stesso, un muro o un vagone della metro, ma questo era solo un mio pensiero.

A distanza di qualche mese entrando di nuovo nella stessa stazione metro, scopro con piacere che l'ingresso è tornato nuovamente ad essere decorato da un paio di enormi disegni, anche questi molto belli e sicuramente non realizzati di nascosto al buio. Infatti guardando meglio ho notato delle targhe applicate sui due muri con la dicitura "Hall of Fame". Era chiaro che la cosa era organizzata, ed infatti sabato scorso ancora in una fermata metro trovo dei writers al lavoro, tra gli sguardi di curiosi passeggeri che magari si fermavano qualche minuto ad osservare non solo il disegno finito, come spesso accade in questi casi, ma gli artisti al lavoro, cosa assai più rara. Anche io mi sono fermato a guardare, scattando qualche foto con il cellulare, utilissima fotocamera portatile in queste occasioni, ho notato quindi che ancora una volta i muri avevano la targa "Hall of Fame". A questo punto ho cercato on line notizie ed ho scoperto con piacere che il tutto fa parte di un progetto del Comune di Roma chiamato Urban Act che prevede una serie di muri legali, 35 al momento, dove i writers possono esprimere la loro arte liberamente.

In realtà i modi di utilizzo degli spazi sono due. Il primo chiamato "Muro Libero" dove uno spazio definito da dei cartelli è destinato ai writers senza richieste di permessi o durata prefissata di esposizione, l'altro "Hall of Fame" è sempre uno spazio destinato ai writers, qui però occorre presentare un progetto che sarà realizzato da uno o più artisti, uno riceverà il permesso a suo nome di tre mesi nei quali dovrà avere anche cura dello spazio, questo per far sì che il livello artistico possa aumentare grazie al lavoro di più artisti ed ad una cura dell'opera realizzata. Maggiori informazioni si possono trovare sul relativo sito dedicato.

Un’iniziativa che trovo ben studiata, con la possibilità di rendere artistici muri più o meno anonimi senza che vengano sporcati da scritte o manifesti attaccati abusivamente!

Testo, video e fotografie Antonio De Paolis





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