lunedì 19 novembre 2012

Mostra d'arte “La grande illusione”

Archeorealismo e pop-cinetica, due parole nuove, a me sconosciute, grazie alla mostra "La grande illusione" ora so cosa vogliono dire. Una duplice curiosità mi ha spinto a visitare la mostra d'arte, da un lato lo scoprire queste due forme artistiche, dall'altro visitare lo spazio espositivo dell'Archivio Centrale dello Stato.

L'archeorealismo di Evan De Vilde, movimento d'avanguardia da lui creato, ripropone un utilizzo artistico dell'archeologia senza però deteriorare il reperto antico. E allora attraverso questo concetto di "riutilizzo" che troviamo una antica croce in legno applicata su una tela dipinta di rosso divenendo l'insieme opera artistica d'avanguardia.

La pop-cinetica di Nello Petrucci per certi versi si poggia anch'essa sul passato, stavolta recente, le opere prodotte infatti si rifanno in parte al decollage, nato negli anni '50, dove l'opera viene realizzata con manifesti, strappandoli e reincollandoli secondo un progetto ben definito. A questo si aggiunge del colore in pittura utilizzando l'action paint ovvero del colore fatto colare sulla tela, in questo caso coperta dai ritagli dei poster. Un esempio per tutti il volto di Jovanotti che emerge tra ritagli di giornali, il tutto "condito" da una sorta di galassia colorata delle colature ad hoc di pittura.

Infine la sala a due livelli dell'Archivio, spazio dedicato ad esposizioni, bene si presta ad ospitare i due artisti collocati sulle pareti laterali, contrapposti come gli stili e le tecniche utilizzate.

Un’esposizione che si propone di mostrare come seguendo percorsi e tecniche artistiche diverse, utilizzando quindi l'arte come linguaggio universale, l'uomo cerchi di tramandare la sua memoria sperando così di trovare l'immortalità.

La mostra sarà aperta al pubblico all’Archivio Centrale dello Stato fino al 2 dicembre.

Testo e foto Antonio De Paolis



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